Dicembre 4, 2022

UHRTA ed i neo-nazi tedeschi che offrono un milione di euro a chi dimostrerà che il Covid esiste.

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Qualche giorno fa mi sono imbattuta nella pagina FB di UHRTA (United Human Rights Trieste Association): 10mila follower, attualmente.

Pagina che posta contenuti no-vax e negazionisti (sono molto convinti ci sia di mezzo il Diavolo, in tutto ciò): e, a volte, anche violenti nei confronti delle autorità in genere.

C’è da dire che molto spesso danno credito a fonti che non sono fra le più autorevoli: perlomeno non in campo scientifico di sicuro…

La cosa che salta però subito all’occhio è la locandina dell’UHRTA, il post in evidenza:

“Dona il tuo 5 x 1000”.

E così ho cercato di capire chi fossero questi della “United Human Rights Trieste Association Territorio Libero di Trieste“.

La lunga storia dell’UHRTA.

L’URTHA nasce da un dolore, un dolore profondo e che merita il massimo rispetto: quello di un padre, Mario Comuzzi, Presidente onorario, che aveva un figlio, Giulio, mancato nel 2006

Giulio, per stessa ammissione del padre nel sito che gli dedicò nel 2007, soffriva di un disturbo mentale (“Giulio è sempre stato un ragazzo indipendente, autonomo, sicuro. Ma la malattia ha introdotto un elemento di fragilità…”).

Uno di quei disturbi in cui l’intelligenza superiore alla norma la fa da padrona: cosa che rende ancora più difficile per un genitore accettare l’inaccettabile, riuscire a convivere con l’idea di un figlio “malato”. E forse incurabile.

Come spesso accade in questi casi, la sua vita è stata costellata da TSO (forse) ed interventi degli amministratori di sostegno (questo è certo). E per pudore e rispetto dell’umano strazio di un padre non allego link di video che, invece, lui stesso postò. 

Ed è a tutto ciò che si aggancia il dolore del sig. Mario: per sopravvivere alla morte. In rete si trova moltissimo su di lui, e sulle sue denunce presentate in prima persona, nonchè sulle querele ricevute in cambio. Ad esempio questa, da una cooperativa di assistenza alla persona di Collegno-Grugliasco (Torino).

I “diritti umani” di cui si parla sono la lotta indefessa contro un supposto sistema criminale che strapperebbe tutti i bambini ai genitori senza motivi validi, per rinchiuderli in case famiglia, al solo scopo di foraggiare cooperative disoneste colluse con politici disonesti. La figura degli amministratori di sostegno idem: una massa d’incompetenti che mirano solo al denaro degli amministrati.

Tutti. 

Non c’è spazio per le sfumature della verità, per gli approfondimenti dei fatti: per il “ma guarda che veramente la madre di quella bimba è una tossicodipendente/alcolista”, per il “ma guarda che veramente quel ragazzo maggiorenne, e però malato, sta dando tutti i suoi risparmi al primo truffatore che arriva”. 

No. 

Perchè se l’amministrazione regionale, in quel momento storico, è della parte avversa, questa è, per certi sciacalli politici, l’occasione perfetta per speculare.

Quale piatto è più ghiotto di quello di far apparire l’avversario politico come uno che lucra sui deboli di mente e sui bambini? Matteo Salvini, in questo, ha fatto scuola.

Sara De Ceglia, con la sua associazione non riconosciuta “Bambini strappati” ne sta solo ripercorrendo le orme, senza neanche troppa originalità ed inventiva. Compagna di dirette Fb del falso giornalista Max Massimi e del falso avvocato Tommaso Rossini, fra l’altro.

Ed anche Maura Granelli, che si fa chiamare “Nonna Maura”, ha cavalcato la stessa onda, con il suo “Popolo delle mamme”.

I retroscena politici.

Sorvolo sul fatto che quel simbolo delle Nazioni Unite andrebbe tolto, da quel volantino: perchè se l’associazione è sì regolarmente registrata come “associazione di volontariato” nell’elenco relativo del Friuli Venezia Giulia

non risulta però assolutamente riconosciuta dall’ONU: e l’ONU, a comunicarglielo, se la potrebbe prendere a male.

E sorvolo anche sul fatto che sul sito la gente si lamentasse, già dal 2018, e fino ad oggi, che nessuno rispondeva.

Per inciso quello linkato è l’unico sito che si trova, un vecchio blog WordPress: il sito di UHRTA indicato invece sulla pagina FB attuale non funziona. Però la pagina ci tiene a mettere in evidenza il codice fiscale a cui versare il 5 x 1000.

Ed infine sorvolo sul fatto che il sig. Comuzzi abbia tentato in passato la carriera politica nelle file dei 5 Stelle.

Perchè quello che più fa specie sono altri due nomi: Diego Cervai ed Andrea Michelazzi.

Diego Cervai è il Presidente di UHRTA: è lui che dà il suo numero nel 2018 ma poi non richiama, lui che firma le lettere nel 2015 per le quali poi si prende la querela dalla cooperativa di Collegno insieme a Comuzzi.

Candidato nel 2011 alle comunali di Trieste in una lista Forza Nuova, Destra Storica e Giovane Destra.

Andrea Michelazzi invece è uno psichiatra di Trieste, voce di riferimento di UHRTA per le battaglie sulla 180, il TSO e gli amministratori di sostegno.

Candidato invece con i Radicali.

Il milione di euro.

E giungiamo al dunque, al vero scopo finale di questo articolo…

Da qualche giorno la pagina di UHRTA ripropone regolarmente questa iniziativa.

1 milione di euro a chi fornirà le prove di aver isolato il virus: cosa che quindi proverebbe esista. Una sfida sulla falsariga di quelle del CICAP.

La “sfida” è lanciato da tale Samuel Eckert sul suo sito. Dove nel frattempo comunica che la raccolta fondi su PayPal a tale scopo ha raggiunto solo la cifra di 11.250 euro che rimborserà ai donatori “nelle prossime settimane”, tanto il milione lo mette a disposizione il suo “team”.

Chi è Samuel Eckert?

Un personaggio molto attivo. Ed anche abbastanza noto.

Cristiano. Sì. Per la precisione un ex predicatore evangelico. Qui lo vediamo ad esempio mentre spiega il Vangelo in Romania (anche se non è che abbia esattamente l’aspetto del pastore, con quel papillon, la giacchetta a quadri ed i pantaloni da gelataio).

Il suo sito risulta di proprietà della Rocketchain GmbH.

La Rocketchain GmbH è una società con sede a Zurigo, Svizzera (noto paradiso fiscale) che si occupa di fornitura di servizi IT: tecnologia blockchain, hardware, software, energia elettrica e pannelli solari.

Un gran bel sito, quello della Rocketchain. Molto professionale: non da gelatai.

Inutile aggiungere, vero, che Samuel Eckert è uno dei tre amministratori della Rocketchain?

Gran finale.

Il movimento negazionista non è ristretto alla sola Italia, ovviamente. E tutto il mondo è paese.

Questo articolo della BBC dice esattamente ciò che questo blog va dicendo da mesi:

Il Covid “ha generato una massa di celebrità dei social che diffondono fake news, vendono oggetti vari e chiedono donazioni“.

In particolare l’articolo si sofferma sui negazionisti della Germania: si chiamano Querdenken. E sono legati a gruppi di estrema destra: se non addirittura filo nazisti (basta cercare “Querdenken” e non si trova solo la BBC, ma The Guardian, Der Spiegel, Times: ne parlano tutti).

Uno degli esponenti di Querdenken di maggior spicco è… Samuel Eckert. 

Che, alla faccia di quelli di UHRTA, difensori dei deboli e dei bambini

Telegram non ha risposto alle nostre domande sul gruppo“: e neanche Eckert. Che, essendo titolare di un’azienda che si occupa di Information Technology, di propaganda sui social ed uso della tecnologia secondo me se ne intende.

Conclusione.

C’è qualche medico, anche l’ultimo di base con il microscopio delle medie, che ha voglia di reclamare sto milione di euro da poter poi devolvere alla ricerca? O a supporto delle decine di medici ed infermieri che da mesi sputano il sangue a curare un virus che “non esiste”?

 

12 thoughts on “UHRTA ed i neo-nazi tedeschi che offrono un milione di euro a chi dimostrerà che il Covid esiste.

    1. Mah, sai… Questi tizi hanno spesso la caratteristica di sopravvalutarsi fino ed oltre il delirio di onnipotenza. Quindi, considerando che è pure amministratore di una grossa società, non è detto che il milione non ce l’abbia. Perciò, nel dubbio, perchè non provare a reclamarlo? 😉

  1. Per a dirla tutta, quel sito mi pare la classica Landing page che non spiega nulla, a parte qualche foto generica di prodotti. Una c@gata del genere si mette su in 30 minuti di lavoro (io la faccio in 10′ – e di mestiere faccio tutt’altro)

      1. Bisogna farsi amico il dottorino con il microscopio a scansione ambientale acquistato con sotto-iscrizione tipo festa dell’Unitá e fargli nasare il business. Per un milione, non penso avrá difficolta a rivedere le sue posizioni… That’s the way to go!

  2. No dai, ti voglio tanto benissimo ma Burioni no. Tra tutti e quello che gioca solo in panchina… ‘Per sentito dire’ é piú attendibile. E’ un po come comprare una cassa da morto economica scegliendo tra le piú economiche (cit.)

  3. Ho dato una scorsa al video che le gemelline di Shining che suonano il piano a coda. Il crucco si é vestito usando la scala pantone come riferimento peró ha un fottutissimo ottimo accento stile J. R. Ewing from Dallas. Diamo pure a Cesare quello che non é mai stato suo…

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