Dicembre 4, 2022

I ricorsi della storia: la pandemia, i fascisti e questo blog.

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Fra il 1918 ed il 1920 il mondo fu devastato dalla cosiddetta influenza “spagnola“: 50 milioni di morti.

Influenza che pare abbia avuto origine negli Stati Uniti: alcuni ragazzi di una piccola contea, fra i quali si erano verificati i primi casi, furono arruolati nell’esercito, e così il virus giunse in Europa, dove i soldati americani vennero spediti. Era infatti in atto la Prima Guerra Mondiale, lì lì per finire (quella del 1915-1918, per intenderci: cosa che dovrebbero sapere anche quelli che ne masticano poco di storia).

Inizialmente il virus fu sottovalutato dai vari Governi, che lo definirono una “semplice influenza“: finchè però la situazione apparve davvero grave, e tutti corsero ai ripari. L’inizio della scuola venne posticipato e posticipato (non c’era la DAD, allora), venne ridotto l’orario di apertura dei negozi (con la sola eccezione delle farmacie) e cinema e teatri vennero chiusi (fra le proteste dei proprietari che chiesero risarcimenti). La popolazione venne invitata ad usare il meno possibile i mezzi pubblici, indossare mascherine, evitare luoghi affollati e rispettare il distanziamento sociale.

Curioso eh? Quante similitudini con la situazione attuale… Ma andiamo avanti…

Non a tutte le attività venne imposto lo stop: perchè stava appena finendo una guerra, la popolazione era stremata e l’economia aveva bisogno di risollevarsi. E lo Stato, in quella situazione, non se la sentì d’imporre troppi divieti. Questo fece sì che la gente quindi continuò (fu costretta) a spostarsi, ad aggregarsi, per lavoro: sui treni con i sedili di legno, sugli omnibus trainati a cavallo. Doveva. Ed ecco che il virus continuò perciò a diffondersi, e si giunse così ai 50 milioni di morti di cui sopra: che forse avrebbero potuto essere di meno.

In questa situazione è chiaro che c’era malcontento fra la popolazione: una guerra, miseria ovunque, un virus che costringeva a chiudere parecchie attività… Quante similitudini, ancora, non è vero?

In questa situazione, in quel periodo, spuntò ad un certo punto un tizio: si chiamava Benito Mussolini.

Il tizio veniva dal Partito Socialista, che quei bisogni della popolazione stremata aveva raccolto, ed era giunto ormai al 30% di consensi. Iniziò a parlare di “popolo“, di “Italia” in contrapposizione al “nemico” straniero (quello che aveva portato anche il virus).

Sto tizio era un po’ in fissa con il mito della giovinezza, dell’uomo forte (solo l’uomo però: la donna preferibilmente a casa a sfornare figli), della salute a forza di ginnastica e flessioni. E pure dell’olio di ricino che, si sa, depura l’intestino.

Partì che pareva molto democratico, uno che aveva a cuore i bisogni di questo popolo italico stremato dalla guerra e dalla pandemia portata dallo straniero : ma poi, man mano che si andava avanti, si rivelò uno che mandava gli squadristi a menare quelli che non la pensavano come lui. Per chiudergli la bocca. Si chiamava dittatura. E sappiamo com’è finita.

Perchè questo preambolo storico?

Perchè le similitudini sono tante. Troppe. 

Quando, pochi mesi fa, ho iniziato l’avventura di questo blog di “debunking”, mi sono resa conto che quello che stavo facendo non era smascherare le singole notizie false. No. Io stavo andando proprio ad indagare su chi fossero, i personaggi che diffondevano queste notizie false. 

Avrei, con i miei miseri 500 follower, ricevuto molti meno attacchi: perchè al massimo certi personaggi avrebbero potuto ribattere “vabbè, adesso mi deridono per quel granchio che ho preso 2 giorni fa. Tutti possono sbagliare, sbaglio anch’io eh”. E morta lì.

Invece no. 

Invece questa misera donnetta che, secondo questi “uomini veri”, se ne dovrebbe stare zitta e muta a fare il punto croce guardando la De Filippi, ha scoperchiato un calderone: calderone che, volendo, era sotto gli occhi di tutti, beninteso. Ma l’ha messo nero su bianco: con tutte le prove. Ed ha iniziato a farlo girare.

E cos’è venuto fuori?

Che tutti, e sottolineo tutti, quelli che in questo momento stanno dipingendosi come i difensori del popolo, il popolo vessato da un Governo incompetente, il popolo italiano colpito dal virus straniero (ma quante similitudini con il 1918 oh), tutti hanno un passato da evasori fiscali o truffatori o candidati in liste di destra o estrema destra o tentativi di fare politica sempre da quel lato.

E tutti, e sottolineo tutti, stanno ancora in questo momento truffando il popolo: perchè dicono di essere avvocati o giornalisti e non lo sono, perchè dipingono di rosso le guance delle ragazzine dicendo che è stata la mascherina, perchè raccolgono soldi da versare sui loro conti per associazioni ed Onlus che non esistono

E tutti, e sottolineo tutti, hanno reagito allo stesso modo, di fronte ai miei articoli: hanno detto che ero andata a curiosare nei loro “fatti personali“. Truffandolo di nuovo, il popolo (ce l’hanno per vizio proprio): perchè io non sono mai entrata nei fatti “personali” di nessuno. Tutti i miei articoli sono colmi di link a dati pubblici: se un merito ho avuto è stato solo quello di riuscire a scovarli, quei link. E metterli insieme.

Ma la democrazia è questo: non sono dati “personali” i reati, l’avere già truffato, ingannato, frodato il Fisco. E continuare a farlo ancora oggi. Quello sono, queste persone: ed io lo divulgo. Altro che no.

Le similitudini.

Le similitudini non sono finite. 

Viaggiano su FB, come un tempo quel tizio viaggiava per le campagne e le fabbriche: fra la povera gente. 

Perchè FB, che tanto schifano, è invece il loro bacino d’utenza privilegiato: FB è il social di tutti, il mondo allargato dove poter acchiappare la casalinga di Voghera che non sa neanche farselo, un account Instagram. È lì, che hanno più probabilità di trovare quelli che credono di poter fare i ricorsi alle multe sbandierando una fotocopia pagata a caro prezzo sulla loro Postepay. FB è il populismo dei poveri per i poveri.

E come quel tizio, al di là delle chiacchiere sulla democrazia, si affrettano tutti a bloccare qualunque voce dissenziente, sui loro profili, sulle loro pagine: il clik su “blocca” è il loro olio di ricino. Non vogliono, che la gente legga chi sono davvero. Che legga quei link.

E come quel tizio mandano gli squadristi: si fanno grandi, tutti contro uno. Le dinamiche di FB le conoscono bene, sanno che alla fine è solo il numero delle segnalazioni che conta, e lanciano gli squadristi.

E come quel tizio pensano che la donna dovrebbe starsene zitta a casuccia: è questo che aggiunge la ciliegina, alla torta della loro rabbia. Non era neppure contemplato che potessi essere una donna, fra l’altro: i primi attacchi li ho ricevuti da gente che mi diceva “fatti vedere, stronzo”: perchè impossibile che una donna si mischi in un affare del genere, osi sfidare gli “uomini veri”. E adesso che invece è chiaro che io lo sia sono partite le minacce di stupro, i toni da piacioni, gli insulti sessisti, le analisi sui miei supposti rapporti difficoltosi con il genere maschile. Tutte cose che di un uomo nessuno si sognerebbe di dire. Nessuno direbbe, se un uomo non si mostra, che lo fa perchè sicuramente è poco piacente.

Le conclusioni.

C’è un disegno, e molto chiaro, nella mente di questa marmaglia, molto più intelligente di quei “follower” che li seguono: molta di questa marmaglia sa bene che questo è il momento giusto. Il momento giusto per raggranellare seguito. Seguito che potrebbe tradursi in voti: che magari non li porteranno in Parlamento, ma già solo una poltroncina da consigliere comunale gli basterebbe. Sempre meglio che lavorare: e poi sai quanti inciuci si potrebbero fare, anche solo da assessore comunale di un piccolo paesino? È questo, il terreno che tentano di prepararsi.

E no. Questo blog non molla. Riparte di nuovo. Anzi, riposta (con calma: sto giro facciamo le cose per benino) tutto ciò che sta gente è. 

Vi sta alle calcagna, sto blog.

Perchè fascisti siete e fascisti resterete. E qui, in sto Paese, i fascisti non li vogliamo. Neanche a fare gli assessori comunali.

EDIT: il link all’articolo in cui David Puente, decisamente più famoso, racconta delle minacce ricevute da questi “personaggi”. Messaggi così, con lo stesso modo di agire, ne ho a iosa pure io. E no, non c’entra la maschera: è che questi sono fascisti e squadristi. Altro che democratici difensori del popolo.

https://www.repubblica.it/cronaca/2018/07/24/news/minacce_e_insulti_dopo_il_debunking_david_puente_ma_io_continuo_e_scopriro_chi_sono_-202547031/

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