Gio. Giu 13th, 2024

Oggi ho ricevuto una PEC dalla sig.ra Christine Buettner Allisone. E vedremo anche su quale casella di posta, io l’abbia ricevuta.

La sig.ra Buettner è stata la protagonista di un mio recente articolo, a questo link.

Un articolo in cui, riassumendo, ho spiegato che:

  • la signora dichiara di essere laureata in Psicologia, ed io per carità le credo. Ma non trovo nessuna traccia di questa laurea, il suo nome in qualche studio di settore, e persino lei stessa è estremamente generica su questo punto nel suo sito benessere-naturale.org: non dice quando, dove, niente.
  • la signora fa il pendolino on line per liberare la casa dalle energie negative.

E concludevo notando che non risultava essere titolare di Partita IVA.

Ed ammetto che la cosa che mi ha lasciata perplessa, di tutta quella PEC, è stata che proprio solo su quest’ultimo punto della partita IVA si è alla fine focalizzata la sig.ra Buettner: la quale vorrebbe risolvere “bonariamente” la questione.

Cioè, ho scritto e dimostrato una marea di cose, e lei si è accorta solo di quella!

Mah…

Comunque, procediamo…

Egregia sig.ra Buettner,

innanzitutto spero mi perdonerà se non mi prendo la confidenza che si è presa lei e non le do del tu. Ma la mia mamma mi ha insegnato che agli estranei, per di più in contesti ufficiali come una PEC, è buona educazione dare del lei.

Veniamo quindi alla sua missiva, relativa ai “diversi dati non veri” ed “imprecisioni” contenute nel mio articolo.

  • è forse “non vero” che lei si dichiara laureata in Psicologia? No, è vero.
  • è forse “non vero” che lei stessa non fornisce dettagli su questa laurea? No, è vero.
  • è forse non vero che cercando il suo nome su Google si trovano solo i suoi siti, in cui è lei stessa che dichiara ciò, senza fornire ulteriori dettagli? No, è vero
  • é forse “non vero” che lei fa consulenze online ed in presenza di “radioestesia“, vale a dire pendolino? No, è vero.

Ed inoltre, è forse “non vero” che lei, fino a pochissimi giorni fa, dichiarava sul suo sito di essere iscritta al SIAF come operatore olistico, e questa qualifica è poi sparita? No, è vero.

A tal proposito la invito a visitare “Wayback Machine“: è parecchio interessante sa.

Uno mette lì l’indirizzo del sito web che gli interessa, e quello ti tira fuori tutti i cambiamenti che sono stati fatti a quel sito: posso quindi agevolmente dimostrare, non solo con i miei screenshot, che lei fino a pochi giorni fa si dichiarava iscritta all’associazione di categoria professionale italiana SIAF, in cui però non risulta. Cosa che aumentava certamente il suo prestigio e la sua affidabilità agli occhi dell’utente.

Guardi, c’è tutta la storia del suo sito, fin da quando è stato creato.

Ma giungiamo a bomba, ed alla questione della sua partita IVA.

Certo, è vero, lei ad oggi risulta titolare di una partita IVA tedesca (attiva, ho controllato).

E questo perché, lei asserisce, il 31/12/2022 ha dismesso quella italiana in quanto da luglio 2022 vive più in Germania che in Italia (per 183 fatidici giorni all’anno) in virtù di ragioni personali le quali, mi creda, con tutta la bontà del mondo, ma non m’interessano minimamente.

Partita IVA italiana la quale, però, non mi pare abbia sempre dichiarato fino a quel fatidico 31/12/2022: questo qui sotto, ad esempio, è il suo Wayback Machine del 21 Settembre 2019 (ma ne posso presentare anche altri).

In cui non c’è traccia di partita IVA (che all’epoca doveva essere quindi italiana, come da sua stessa dichiarazione).

Ora, egregia sig.ra Buettner, io non ho MAI affermato che lei non paga le tasse, si rilegga bene l’articolo.

Io ho solo rilevato che lei, ad oggi, non risulta avere una partita IVA italiana.

Ed a mettersi in cattiva luce è lei stessa, fa tutto lei, io non c’entro nulla.

La sede fiscale.

Se lei, infatti, come da verifica effettuata già ben prima che mandasse la sua PEC, ha cambiato il suo domicilio fiscale e l’ha spostato là in Germania per poter aprire là una partita IVA tedesca, sarebbe stato opportuno che avesse cambiato anche il domicilio della sede della sua azienda sponsorizzata su Google.

Oltre che, nel 2019 e precedenti, sarebbe stato opportuno dichiarare nel suo sito la partita IVA italiana attiva al tempo, visto che ha sempre pagato le tasse, come dichiara.

Così come si è premurata infatti di cambiare questi dati sul suo sito.

La quale sede continua ad essere in Italia invece, per Google: Google nel quale gli utenti, potenziali clienti, la trovano.

Ed infatti le recensioni sono solo italiane, le supposte testimonianze sul suo sito pure, il sito stesso è tutto italiano.

Si è dimenticata di cambiare quella. La cambi.

Perché se no mica è chiaro eh.

Così come il suo numero di telefono risulta avere un prefisso italiano, l’IBAN è su una banca italiana, e la Postepay pure è italiana.

Insomma di tedesco c’è ben poco.

Il dubbio, offensivo per lei, lo comprendo, ma legittimo per l’utente medio, è che lei abbia spostato tutto in Germania continuando ad esercitare in realtà solo in Italia (girano voci che lei, in realtà, da Caprino Veronese, Via Boi Fornase 617, non si muova affatto, ma io non ci credo) per mischiare un po’ le carte, contando sulle difficoltà di comunicazione fra le due agenzie delle entrate. Ci faccia attenzione, è un attimo e l’immagine si perde.

Io rilevo cose, e le metto in chiaro, senza giungere a conclusioni di sorta: sta a lei rendersi conto delle falle, e semmai ringraziarmi per la cortesia.

Gran finale.

Una cosa però mi ha urtata, e glielo devo confessare.

Vede, la PEC che lei mi ha mandato l’ha mandata al mio indirizzo personale, nonché account Google.

Un indirizzo che non è assolutamente pubblico.

Mandandola da una PEC lei ha potuto però così ricevere un file automatico, nel quale le sono stati comunicati i miei dati: ed ecco perché si è rivolta a me chiamandomi per nome.

Lei i miei dati li può serenamente ottenere: ma deve far scrivere da un avvocato a Registro.it, dicendo che vuole querelarmi, e lì inizia tutta una trafila.

PS linkerò questo articolo nel precedente, quello oggetto della sua mail, che lei ha dimostrato di conoscere. In modo da essere certa che la mia risposta le giungerà.

Cordiali saluti.

EDIT. Potrebbe dimostrarmi in quale giorno ha aperto la partita IVA tedesca? 

Perché almeno fino a data 26 ottobre (anche questo è dimostrabile) essa NON era presente sul suo sito: ed in base al DPR 633/72 il titolare di Partita IVA è OBBLIGATO a metterla, sul sito.

Trovo scorretto “dimenticarsi” di ammettere di non aver ottemperato a questo obbligo di legge, per poi scrivermi lamentandosi che sono stata “imprecisa” o addirittura ho detto cose non vere. 

Vede che è lei che si mette in cattiva luce?

Di L'opinionista scalza

Scrivo perchè telefonare è troppo faticoso.

2 pensiero su “Christine Buettner Allisone, di benessere-naturale.org, manda una PEC.”
  1. Non mi è chiaro se questi personaggi sono dilettanti allo sbaraglio, sono convinti di poterla fare sempre franca o pensano di essere più intelligenti degli altri.

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