Gennaio 26, 2022

Nunzia Schilirò: fra sacro e profano.

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Foto Open

Alessandra Nunzia Schilirò (ma lei preferisce farsi chiamare Nandra) è diventata abbastanza famosa negli ultimi tempi, per via della sua posizione contro il Green Pass.

E, se fosse una cittadina qualunque, forse nessuno ci avrebbe fatto caso: ma trattandosi di un Vice questore, l’opporsi pubblicamente ad una legge dello Stato l’ha fatta immediatamente assurgere agli onori della cronaca. Cosa che, viene da dire, forse aveva anche previsto.

Tant’è che è stata persino sospesa da quel ruolo: cosa che, a sua volta, le ha fatto ovviamente guadagnare un largo seguito fra i negazionisti, no-vax e no-Green Pass (anzi, le negazioniste), che l’hanno subito eletta a coraggiosa paladina della giustizia all’interno stesso dello Stato. Che avesse previsto anche questo?

Certo, condividere sul suo canale Telegram fake news QAnon dal noto canale TheStormQ17, come ha documentato Open, si può definire un piccolo colpo genio: se una fa parte delle Forze dell’Ordine e si vuol guadagnare un posto al sole fra i martiri della libera informazione lo è senz’altro.

Ma insomma, questo ormai lo sappiamo tutti.

Io infatti avrei, al di là di ciò, qualche altra domanda da porre alla vice questore sospesa.

Sig.ra Schilirò, come si concilia il suo essere parte attiva della Consulta femminile del Pontificio Consiglio per la Cultura con il suo sponsorizzare apertamente due individui che hanno fatto della superstizione un’attività imprenditoriale?

Risulta infatti, dal noto sito latinitas, che lei sia membro del prestigioso organismo per il quadriennio 2019-2022: insieme ad altre personalità di rilievo. Alcune anche molto avversate dai no-vax.

Carica che le è stata conferita, come spiegato nel comunicato ufficiale, per il suo impegno nella difesa delle donne: impegno che le è valso anche il premio “Book for the Peace” nel 2018. E grazie a quel premio è già finita in televisione, infatti, da Maurizio Costanzo, provando un primo brivido di notorietà.

Trovo, tra parentesi, singolare che il premio “Book for the Peace” sia organizzato da una fondazione universitaria cattolica e dall’Associazione Nazionale Agenti Sottufficiali Polizie Locali.

Ma torniamo quindi alla domanda iniziale: è evidente che lei intessa stretti rapporti con tali Alberto Ferrarini e Michele Giovagnoli.

Entrambi personaggi noti per il loro predicare una spiritualità alternativa che la Chiesa cattolica, nel catechismo, non esita a bollare come peccato.

E si può ben dire che la “numerologia” rientri fra queste superstizioni: e che il vendere ciondoli di latta a 70 euro non renda onore al Signore nè tantomeno alla tutela delle fasce deboli ed influenzabili della popolazione.

Fasce che lei si vanta di difendere: le donne in primis, che sono proprio le acquirenti più comuni di questi costosi ammennicoli del tutto inutili.

Da Alberto Ferrarini shop.

E non è finita.

Mi risulta che lei abbia recentemente pubblicato un altro libro: per i tipi di una casa editrice forse un po’ controversa.

Si tratta forse (mi corregga se sbaglio) dello stesso Byoblu che si esprime nei confronti dell’attuale Papa Bergoglio in questi termini?

Perchè, se fosse così, io la mia domanda iniziale torno a porgliela: che ci fa lei in quella consulta?

E passo ora alla seconda domanda…

Sig. Schilirò, potrebbe esibirmi lo Statuto dell’associazione di volontariato “Casa di Giò”?

In seguito alla manifestazione da lei indetta il 14 novembre 2021 a Firenze è emerso, nel suo canale Telegram, che durante la stessa era stata fatta una raccolta fondi: molto informale, tipo cappello che girava fra le presenti.

E, per venire incontro alle domande delle follower sull’uso che sarebbe stato fatto delle somme raccolte, lei ha tirato fuori l’associazione “Casa di Gio”.

“Il nome dell’associazione a cui devolverò il ricavato” è un po’ fuorviante, ne converrà con me: sembra che lei l’abbia scelta a caso o non la conoscesse prima.

Invece la conosce molto bene, essendo presieduta da sua madre e stata creata qualche anno fa dalla stessa, lei e sua sorella, in ricordo del fratellino piccolo Giò, tragicamente scomparso per un incidente stradale all’uscita di scuola.

Un dolore che non riesco neppure a figurarmi.

Ma ci sono anche altre cose, che non riesco a figurarmi…

Ho letto infatti che nel 2018 Casa di Giò ha ricevuto dal Comune di Gorizia un aiuto economico.

La cosa, a giudicare dal resoconto pubblicato sulla stessa pagina FB di Casa di Giò, si è ripetuta anche perlomeno nel 2020.

Ecco, la mia domanda è: com’è possibile che Casa di Giò abbia ricevuto un contributo economico dal Comune di Gorizia se non risulta nell’elenco delle ODV (associazioni di volontariato, culturali e di promozione sociale) del Friuli Venezia Giulia aggiornato al 30 Settembre 2020?

Che, intendiamoci, l’iscrizione al registro regionale, almeno fino al 23 Novembre 2021 (giorno in cui entrerà in vigore il Registro unico nazionale) non è obbligatoria: però lo è se si vuole appunto accedere alle sovvenzioni pubbliche. E, ovviamente, viene negato l’ingresso a chi non è in regola con le norme relative alla creazione di un’associazione (redazione di uno Statuto, almeno sette soci fondatori, ecc ecc).

Poi mi compiaccio che Casa di Giò abbia devoluto borse di studio nel 2017, diretto concertini e raccolto altro denaro fra gli anziani che hanno organizzato apposta un mercatino nel 2018.

Però davvero vorrei capire come mai non è in quell’elenco, questa associazione a cui lei dichiara di devolvere in beneficenza anche i proventi dei suoi libri. E quindi come faccia, non essendo in quell’elenco, a ricevere i soldi dei contribuenti.

È forse già passata al Registro Unico per il settore terzo, che sarà attivo dal 23 novembre, e la troverò poi quindi lì a partire da allora? In tal caso tutto il disguido sarebbe spiegato e chiarito (mentre resta sospeso l’interrogativo sulla coerenza fra esser parte di un organismo della Chiesa cattolica e dare visibilità ai santoni imprenditori).

Mi auguro che, visto che quest’anno la DAD non si farà (negazionisti idioti e manovrati da cialtroni che spargono il virus senza mascherina, in giro per le piazze d’Italia, permettendo), il notevole surplus di bilancio potrà finire in molte più borse di studio: 1000 euro, nel 2020, con 3000 di utile avanzato, erano un po’ pochini. Nel bilancio preventivo del 2021 si parla infatti di 6000 (comprensivi di quei 3000 dell’anno precedente): siamo già a novembre, sicuramente a marzo 2022 ne sapremo di più.

In attesa di sue precisazioni in merito, ed esprimendole fin d’ora tutta la mia disponibilità ad integrare questo articolo con la documentazione che vorrà produrre, le porgo i miei più cordiali saluti.

L’Opinionista Scalza.

EDIT del 17 novembre 2021.

In seguito alla pubblicazione di questo articolo è intervenuto sulla pagina FB di questo blog un amministratore della pagina Casa di Giò, qualificandosi come Presidente dell’associazione (cioè la madre della sig.ra Alessandra Nunzia Schilirò), e fornendo la seguente risposta:

Risposta che ho trovato francamente un po’ scortese e sopra le righe: ma è solo un’opinione personale.

Notando inoltre che l’associazione non risulta presente neppure nell’elenco delle APS del Friuli Venezia Giulia aggiornato al 30 marzo 2020, provo a darla io una risposta, forse l’unica possibile: e cioè che gli emolumenti ricevuti dall’associazione non sono ottenuti attraverso un bando ma per spontanea decisione del Comune di Gorizia.

L’associazione, non iscrivendosi al registro regionale nè delle ODV nè delle APS, ha cioè rinunciato alla possibilità di partecipare ai bandi.

E non soltanto a quella, ma anche a potersi convenzionare con gli enti pubblici (come le scuole in cui agisce) e ricevere il 5 per mille: contando perciò solo, con estremo ottimismo, su donazioni estemporanee e quote associative.

Convenzioni e 5 per mille che, ovviamente, comporterebbero però l’essere soggetti a molti più vincoli, controlli e fastidi.

Io quindi rilevo che:

A. l’associazione aveva un sito, quando nacque nel 2010, ed ora questo sito non è più attivo. Non vi è modo perciò di togliersi magari qualche curiosità: ad esempio leggere lo Statuto, consultare i verbali delle riunioni ed anche, cosa direi piuttosto importante per ogni associazione, restare aggiornati sulle iniziative.

B. Esiste solo una pagina FB, creata nel 2019 (giusto un paio d’anni fa), in cui è presente, nonostante l’associazione sia stata fondata parecchi anni prima, unicamente il bilancio relativo all’anno 2020 (vedi foto già postate più sopra).

C. Sempre nella pagina FB c’è poi anche una foto del verbale di assemblea, anch’esso del 2020. Dal quale non è possibile verificare se detto verbale sia stato letto e firmato da tutti i soci, così come richiesto dalla legge: forse esiste un secondo foglio, che non è stato pubblicato ritenendolo superfluo.

Diciamo che quindi, in generale, a mio parere vi è magari un po’ di superficialità nella gestione della comunicazione trasparente: e però non ci si può, stando così le cose, a buon diritto stupire od offendersi, se qualcuno pone interrogativi.

Aggiungo inoltre che la sinergia fra l’associazione e le due sorelle Schilirò appare evidente: giacché se Alessandra dichiara di elargire i proventi delle vendite dei suoi libri (e delle sue raccolte fondi in piazza) all’associazione, anche la sorella Samuela, cantante, pare donare all’associazione il ricavato delle vendite dei suoi CD.

La chiamerei insomma una sinergia di sponsorizzazione reciproca, fra l’associazione e due delle socie fondatrici.

Per concludere, una piccola domanda personale al Comune di Gorizia…

È il caso di continuare ad appoggiare, con i soldi dei contribuenti, quest’associazione?

Certo, svolge a quanto pare un’opera egregia (sia pure con parecchia leggerezza comunicativa, che alimenta altrettanti quesiti), ma è strettamente legata ad una vice questore sospesa la quale:

a. pubblicizza imbonitori della folla, le nuove Wanne Marchi della magia e dell’esoterismo.

b. spinge le persone ad andare contro le leggi dello Stato e non adottare le giuste precauzioni mentre c’è in atto una pandemia.

Tant’è che ormai la pagina Facebook dell’associazione pare diventata non più la vetrina delle iniziative della Casa di Giò, ma la succursale delle discutibili posizioni della sig.ra Alessandra Schilirò contro il Papa, i medici vaccinatori ed il vaccino: talmente discutibili che, appunto, le sono valse la sospensione dal servizio.

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