Gennaio 26, 2022

Nunzia Schilirò: la coerenza.

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Chi ha visto la vice questore sospesa Alessandra Nunzia Schilirò nella puntata del 17 Novembre 2021 di “Non è l’arena” su La7? Lei appare dal minuto 1. 13. 00.

Io sì. E la sensazione che ne ho ricavato è che “ci faccia”.

Che non sia, per dirla senza dialettismi, tanto limpida e sincera, nelle sue convinzioni ed affermazioni battagliere.

Intanto era una persona molto diversa da quella cui ero abituata: molto insicura, impacciata, deglutiva spesso, altrettanto spesso volgeva gli occhi verso qualche interlocutore misterioso fuori camera presente in casa sua, quasi a cercare approvazione (non so se fosse collegata via PC o ci fossero degli operatori nel suo salotto: più la prima credo).

E già lì mi sono detta “embè, un conto è stare su un palchetto di fronte ad una platea di fan adoranti, mandare il vocale o messaggione scritto al gruppo Telegram di 78mila casalinghe inquiete che blaterano di vibrazioni ed energie, fare le videointerviste su FB e YouTube con piazzisti dell’esoterismo come Ferrarini, Giovagnoli ed i pubblicisti di Byoblu sull’antipapa ed il vaccino del Deep State.

Un altro, invece, è ritrovarsi su una rete nazionale di fianco a Virologi e Medici veri e con i controcosi come Bassetti e Cartabelotta

e Giornalisti professionisti nati ben prima di ieri come Telese“.

Infatti al loro cospetto la Schilirò, dimostrando con ciò di non essere affatto stupida, ed abbastanza ferrata in giurisprudenza, non ha osato fare il nome di millantatori fantasiosi come Montanari, per sostenere le sue tesi: decenza che invece non ha avuto il solito Paragone, lì presente come il prezzemolo.

E se, quando le cose si fanno serie e non si scherza più, una appare in palese imbarazzo e difficoltà, con tutta la sicumera ridotta ad un pallido ricordo, per me questo è un primo chiarissimo indizio che quella in fondo è una brava persona: la quale sa perfettamente distinguere il bene dal male, il vero dal falso.  

Ma, per tutta una lunga serie di motivi suoi, ha deciso di schierarsi dalla parte del male e del falso. È una che ci fa, insomma.

Il secondo indizio è che, sempre ieri sera, posta di fronte alle persone serie e preparate, e non le casalinghe con la cucchiara a cui Ferrarini vende i suoi ciondoli di latta contro il malocchio e le “energie negative”, la Schilirò ha affermato cose ben diverse da quelle che afferma quando non è favor di telecamera de La7. Molto, molto diverse.

Ha detto che assolutamente non entra nel merito del vaccino: che la sua battaglia è solo ed esclusivamente la battaglia di una donna di legge, una poliziotta, che ha votato da sempre la sua vita alla Costituzione ed alla legalità, e ce l’ha quindi SOLO col Green Pass. E giù di citazioni degli articoli della Costituzione, di pronunciamenti del Garante per la privacy e della Comunità Europea.

Tutto lì: solo il Green Pass e le leggi che violerebbe. E l’obbligo vaccinale: che secondo la Schilirò sarebbe illegale.

Tant’è che addirittura, al minuto 1. 39. 55, dice a Cartabelotta “lei faccia il medico, io faccio la giurista“.

Peccato però che in piazza a Firenze, ben lontana dagli esperti veri, la stessa Schilirò abbia affermato quanto segue:

Un siero che non immunizza. La cui efficacia dura al massimo 12 settimane. Volete voi donne che ai vostri figli venga INOCULATO un SIERO GENICO SPERIMENTALE?“.

Ed altrettanto peccato che, sul suo canale Telegram, scriva (e dica) a chiare lettere che la mascherina la indossa “solo nei negozi per rispetto degli esercenti, per non far prendere loro la multa“.

Una “narrazione”: cioè la mascherina non serve perchè il virus o non c’è o non è così pericoloso.

Questo è ben diverso che essere solo contro il Green Pass: questo è spingere la gente, nel mezzo di una pandemia, a non vaccinarsi. Dando risonanza a teorie false, ignobili e strumentali (“il siero genico sperimentale”, mio Dio!!!) che girano solo fra gentaglia la quale, con quelle teorie, sta tirando su due spicci in nero e spera pure di piazzare il deretano su una qualsiasi poltrona nelle prossime elezioni.

Gentaglia che, in molti casi, ben si identifica ormai chiaramente in una certa parte politica violenta e sovversiva: e lo abbiamo già visto.

Anzi, è pure mettere in dubbio l’utilità dell’uso della mascherina: che se proprio uno non vuole vaccinarsi, almeno quella dovrebbe metterla.

È sostituirsi sia alla scienza che alla legge.

Altro che “lei faccia il medico, io faccio la giurista”. Fa proprio anche il medico, il vice questore. Eccome se lo fa.

Altro che “ce l’ho solo con il Green Pass, perché l’articolo ventordicimila comma seicento bis dice che bla bla”.

Perchè queste cose, se ne è così convinta come appare nei video e messaggi “in famiglia”, non le ha dette anche di fronte a Bassetti e Cartabelotta su La7? Aveva a disposizione un uditorio immenso, per far arrivare il suo messaggio, la sua battaglia contro il “siero genico sperimentale” e l’imposizione delle mascherine, e se l’è giocata cosi?

Temeva forse la loro reazione?

Oppure ha diciamo il “dubbio” che tutte queste siano idiozie?

Idiozie che però propina ad una platea potenziale di ben 78mila donne: madri di famiglia, con genitori magari anziani, suoceri e parenti.

Che lei, Nunzia, un tutore dell’ordine, ha riunito in una piazza ad accendere candele con la benedizione di due venditori di fumo. Senza mascherina e dicendo che il vaccino non serve praticamente a nulla ed anzi è forse pericoloso.

La notorietà tanto agognata ora l’ha raggiunta: mi auguro che saprà farne un uso migliore di quello visto finora. Che non è dei più edificanti.

E, soprattutto, la prego: la smetta di ammorbarci con questa storia che lei starebbe dalla parte della legge e delle donne. Abbia almeno un minimo di rispetto per la nostra intelligenza.

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