Ven. Giu 14th, 2024

Ho chiuso il precedente articolo, relativo alla diatriba fra Matteo Saba e Germano Milite, spiegando che secondo me il mondo dietro a Milite racconta una storia non di reati bensì di “incongruenze, contraddizioni, bolle scoppiate, piccole bugie, una certa spregiudicatezza etica e morale e figure professionali  sopravvalutate e che si sopravvalutano”.

E con un’immagine: questa.

Mi serve, e servirà a chi legge, per districarsi nel dedalo delle mille iniziative imprenditoriali di cui si è reso a vario titolo protagonista il giornalista di Caserta “video-fotoreporter, esperto di comunicazione online, digital marketing, CEO” e non ricordo nemmeno più cos’altro.

Lui ma non solo lui.

E allora partiamo…

La Insem SpA.

La Insem Spa è una “digital factory specializzata in strategie di marketing digitale con un focus su e-commerce, lead generation e brand identity“.

La definizione non è mia, ma è tratta direttamente dal sito personale del suo orgoglioso fondatore, Carmine Pappagallo.

Il quale si definisce “imprenditore seriale“: e su questo non posso dargli torto.

Ed anche sul fatto che con lui le aziende nascano. Su quello invece che non muoiano (mai, aggiungo un “mai”) mi permetto di esprimere qualche riserva.

Intanto faccio notare che il sito presenta un problema: quello evidenziato in giallo a destra. (NB. Incontreremo questa icona altre due volte).

Si tratta dell’alert di Iubenda: basta cliccarci sopra per scoprirlo.

Iubenda è una società la quale, in buona sostanza, gestisce a pagamento tutta l’importantissima questione cookies e privacy al posto del proprietario del sito: il quale può quindi dedicarsi con serenità solo ai propri contenuti.

Il triangolo rosso indica che c’è qualcosa che non va: l’ipotesi più probabile è che non si stia più pagando il servizio, e poi altre a seguire.

Nulla di male, per carità: però, qualunque sia il problema, trovare questa icona proprio sul sito di un imprenditore guru del digital marketing non costituisce certo un ottimo biglietto da visita.

Carmine, a leggere i giornali, è stato fra i primi a credere nella web economy, e non solo in quella, ma nel Sud e le sue risorse, specie i giovani e le donne. Questo il suo tratto distintivo: è l’imprenditore che punta sulle start-up del Mezzogiorno e le aiuta a concretizzare le loro idee.

Qui ad esempio una sua intervista sul Corriere del Mezzogiorno (testata in cui Milite, il quale ricordo è giornalista, ha lavorato per qualche tempo): nella quale racconta di come sia attivo sul mercato fin dal 1999.

Quale sia stato il portfolio clienti di INSEM dal 2010, anno di nascita della SPA (ma come Srl esisteva già dal 2008), non è facile scoprirlo: perché il sito della digital factory non esiste più.

E questo perché pare non navighi in buone acque, a causa probabilmente di scelte imprenditoriali sbagliate.

Il crowdlending su Evenfi.

Nel 2021, mirando all’espansione attraverso l’acquisizione di altre aziende, ha presentato tre progetti ad una piattaforma di crowdlending, Evenfi.

Si tratta di una scelta piuttosto comune: un’azienda ha in testa un’idea meravigliosa, ma non le bastano i soldi per realizzarla. Allora si rivolge direttamente ai consumatori, chiedendo loro un prestito ad un certo tasso d’interesse, tramite una piattaforma come Evenfi: la quale valuta (si spera) il suo rating, la sua affidabilità e solvibilità, e quindi approva o meno la richiesta.

Va da sé che il consumatore/cittadino, il quale decide di prestare i propri soldi, è perfettamente consapevole che ciò comporta una certa percentuale di rischio: e se non ne è consapevole problemi suoi, c’è scritto bello chiaro.

L’azienda beneficiaria potrebbe anche trovarsi in difficoltà, o addirittura fallire, e lui vedere svampare non solo gli interessi promessi ma pure il capitale investito: ecco perché, di norma, chi decide di scommettere in cose del genere lo fa solitamente con cifre irrisorie, alla portata di tutti. Anche di chi non può permettersi investimenti in Borsa.

Insem, grazie ad Evenfi, ha raccolto 392.575 euro (a fronte di un obiettivo di 500mila euro) fra 1621 micro investitori: fa infatti una media di 242 euro a testa. Non roba da rimetterci le penne insomma.

Solo che deve ancora restituirne 244mila.

Prima ha chiesto più volte tempo, spostando in là più volte la scadenza, a partire da Aprile 2022.

Dopo un anno di inutile attesa, e mentre ovviamente il rating di Insem crollava, Evenfi stessa ha presentato un Decreto Ingiuntivo: il quale, siccome non ha sortito risultati, ha condotto ad un’udienza per istanza di fallimento nel Luglio 2023.

Risale a Novembre 2023 un aggiornamento, vale a dire che Insem avrebbe cominciato a pagare qualcuno (“alcuni pagamenti parziali“): cosa che quindi, per ora, congela l’istanza di fallimento.

Ecco quindi perché nel suo famigerato sito ormai defunto, un sitaccio scritto e fatto con i piedi che pure l’antivirus si spaventava, Matteo Saba parlava di “truffa a 1300 persone“: però non si tratta di truffa, visto il rischio consapevole insito nel prestare i propri 242 euro. O almeno, io non mi sentirei mai di affermarlo.

E siccome Germano Milite era nel CDA di Insem (ecco, giungiamo a Milite finalmente), Saba gli dà del truffatore.

Sbagliando di nuovo: perché comunque sia Milite che suo padre Sabato, il quale è un commercialista, erano sì in quel CDA, ma non con ruoli che comportassero ufficialmente potere decisionale.

Per la precisione suo padre era segretario, e Milite aveva semplicemente una “delega alla comunicazione“: e si spera non comunicasse con i clienti di Insem come comunica normalmente con gli utenti dei social che osano criticarlo. Altrimenti qualcosa da rimproverarsi per il crollo di Insem forse ce l’avrebbe anche lui.

Contraddizioni ed incongruenze: prima parte.

Una legittima critica però la si può avanzare: verso le effettive capacità imprenditoriali di Pappagallo e Milite, visto che quella di Insem non è l’unica avventura dei due finita non proprio benissimo, ne vedremo altre.

Carmine Pappagallo, in questa intervista rilasciata ad Askanews il 10 marzo 2021, vale a dire poco prima che partisse la campagna di crowdfunding su Evenfi, dichiarava che la pandemia, allora in pieno corso, si sarebbe rivelata una manna dal cielo per le aziende del digital marketing, dell’e-commerce e tutta quella roba lì di cui si occupa lui. Insomma era il caso di investire nel settore. 

Ed infatti aveva ragione: se c’è un settore che ha registrato un clamoroso balzo in avanti è stato proprio il suo, fra lockdown, spese online e smartworking.
Tuttavia deve aver sbagliato qualcosa, visto che Milite spiega la debacle della mancata restituzione del prestito agli investitori come conseguenza della crisi economica creata dalla pandemia.

Cose attraverso cui sono passate e passano tutte le aziende: ma non tutte falliscono. Mancano solo le cavallette.

L’uomo del mistero: Tommaso Gerardo Pappagallo.

In tutto questo emerge un fatto strano.
Ovunque si cerchi Insem si trova Carmine Pappagallo: Carmine l’ideatore, Carmine il fondatore, Carmine il presidente, Carmine l’imprenditore illuminato che crede nei giovani, nelle donne e nel Sud. Interviste su testate generaliste, convegni, articoli su siti specializzati. 

Eppure c’è un nome, altrettanto importante, che resta molto più nell’ombra (anche se almeno una volta sul Sole24Ore è apparso): quello di Tommaso Gerardo Pappagallo.

Il profilo LinkedIn di Tommaso è piuttosto scarno e tuttavia ricco di sorprese.

Nel profilo afferma infatti di essere stato il fondatore di una Insem ma:

  • Nata nel 2012. Però la Insem di Carmine è stata fondata nel 2010 (o 2008, giù di lì).
  • di Monaco di Baviera. Però la Insem di Carmine pare avere filiali a Roma, Milano e Caserta, non in Germania.
  • di essersene andato da questa Insem tedesca nel 2016. O che questa Insem sia finita nel 2016, vai a capire.

Eppure è proprio Tommaso, e non Carmine (nè tantomeno Germano Milite), a sottoscrivere nel 2021, in qualità di amministratore unico e rappresentante di Insem, il contratto con la Criptalia, la società dietro il sito Evenfi: per il famoso prestito da 500mila euro in crowdfunding.

Fra l’altro questo documento riporta come sede legale quella di Roma, in via Ludovisi 35.

E devo ammettere che la cosa mi ha notevolmente stupita: non solo perché ero convinta che la sede legale fosse in STRADA PROVINCIALE 336 KM. 20.600 SNC – 81025 – MARCIANISE (CE) (indirizzo che tornerà più volte nel prossimo articolo),

ma perché in Via Ludovisi 35 a Roma c’è la InOffice: società la quale fornisce uffici arredati in affitto ed anche banalissimi servizi di domiciliazione.

Nulla di male anche qui, per carità: ma dalla “filiale di Roma”, nonché sede legale di una “digital factory specializzata in strategie di marketing digitale bla bla” che va a chiedere 500mila euro in prestito, mi sarei aspettata qualcosa di più di locali in affitto con servizio di domiciliazione.

La Autorentitalia.

Le stranezze non sono finite.
Sempre nel suo profilo LinkedIn il misterioso Tommaso dichiara di avere fondato nel Febbraio 2023 la Autorentitalia, una società di noleggio auto a lungo termine.

Il sito dell’Autorentitalia è questo, in cui pare che attualmente siano anche alla ricerca di partner affiliati: del resto lo dice anche Tommaso su Linkedln che sta “assumendo”.

Le cose curiose del sito sono due:

Intanto la stessa icona Iubenda, in basso a destra, che presenta il sito di Carmine Pappagallo: questa però funziona, il piano non dev’essere ancora scaduto, nè ci sono disguidi tecnici.

Ma soprattutto quel “Gruppo Elteide“.

Elteide.

Elteide è la SpA che Carmine ha creato (l’avrà creata solo lui o anche Tommaso, a sto punto?!) per aiutare i giovani aspiranti imprenditori del digitale a reperire i fondi necessari a realizzare le proprie idee: non una finanziaria, insomma, ma una società di consulenza. Con un occhio ai bandi regionali ed il PNNR.

Elteide il cui sito, mannaggia a Iubenda, presenta lo stesso problema di piano non pagato, oppure cookie policy non attiva/banner sbagliato, che presenta il sito personale di Carmine Pappagallo. Ed ha il blog fermo al 2022.

In basso a destra, lo stesso simbolo già visto su.

Di Autorentitalia non sono riuscita a scovare nulla più: tipo un bilancio d’esercizio, ad esempio. Però se è nata solo nel 2023, come recita il profilo Linkedln di Tommaso Pappagallo, è plausibile: o magari non è neppure quello il nome con cui è registrata, vai a capire.

È citata comunque sul sito di Elteide.

Ma se clicchi sopra quello “scopri di più” finisci su una pagina la quale ti parla solo di cosa faccia Elteide: business plan, registrazione di brevetti e marchi etc etc. Di auto a noleggio nemmeno l’ombra.

Bisogna aprire il menù principale e fare click su “Automotive”

per farsi spiegare di che si tratti, ed il programma di affiliazione.

Insomma, diciamocelo: fra alert di Iubenda e collegamenti interni non precisissimi, anche il sito di Elteide, creatura del guru della digital economy Carmine Pappagallo, lascia un po’ a desiderare.

C’è poi una pagina Facebook con 7 follower, nata e morta nel 2020, nel quale un’omonima “AUTO RENT Italia” spiega che fornisce il suo servizio di noleggio a protestati ed inguaiati vari (presumo chiedendo qualcosina in più rispetto agli altri, per ammortizzare il rischio d’impresa).

E della quale restano, sui motori di ricerca, le tracce di un profilo Instagram non più attivo, con un numero di telefono che non ho chiamato perché non mi piace parlare con gli sconosciuti ed in fondo non me ne frega nulla.

Io direi che anche in questo articolo ho già scritto abbastanza, si crea troppa confusione poi.

Quindi il seguito lo spiegherò in una successiva terza puntata.

Di L'opinionista scalza

Scrivo perchè telefonare è troppo faticoso.

29 pensiero su “Carmine Pappagallo, Germano Milite e la new economy di Insem. Parte 2.”
  1. Benissimo stai scavando nella complessa galassia delle attività imprenditoriali di Milite e dei suoi soci in affari, tuttavia vorrei segnalarti che in questo passaggio sembri voler assolvere la famiglia Milite dalle responsabilità gestionali, infatti scrivi “Sbagliando di nuovo: perché comunque sia Milite che suo padre Sabato, il quale è un commercialista, erano sì in quel CDA, ma non con ruoli che comportassero ufficialmente potere decisionale.Per la precisione suo padre era segretario, e Milite aveva semplicemente una “delega alla comunicazione“: e si spera non comunicasse con i clienti di Insem come comunica normalmente con gli utenti dei social che osano criticarlo. Altrimenti qualcosa da rimproverarsi per il crollo di Insem forse ce l’avrebbe anche lui.”. Vorrei farti notare che essere in un CdA di una S.p.a. (ma vale per qualsiasi società di capitali) non è un atto di presenza (cosi come lo intendevano i Pappagallo), ma impone, ai sensi dell’. 2392 codice civile, un obbligo solidale verso la società dei danni derivanti dall’inosservanza dai doveri di corretta amministrazione (a meno che si tratti di attribuzioni del comitato esecutivo o di funzioni attribuite ad uno o più amministratori). In ogni caso gli amministratori, sono solidalmente responsabili se, essendo a conoscenza di fatti pregiudizievoli, non hanno fatto quanto potevano per impedirne il compimento o eliminarne o attenuarne le conseguenze dannose. La responsabilità per gli atti o le omissioni degli amministratori non si estende a quello tra essi che, essendo immune da colpa, abbia fatto annotare senza ritardo il suo dissenso nel libro delle adunanze e delle deliberazioni del consiglio, dandone immediata notizia per iscritto al presidente del collegio sindacale. A questo punto la domanda per il Milite (che ha agito come un soldato rispettando le volontà del suo superiore gerarchico e elargitole di lauti compensi, che includevano anche una Alfa Romeo Stelvio, che lo stesso Milite teneva a far notare sui social che non era una Stelvio da poverelli, ma bensì una Stelvio TI – Turismo Internazionale) ha fatto annotare il suo dissenso per la scellerata operazione di INSEM nei libri sociali? Quali erano i rapporti di scambio economico tra INSEM, ELTEIDE E YOU-NG (visto che il giornale on line pubblicava inserzioni a pagamento per queste ultime, e viene il dubbio che siano parte di programmi di comunicazione rendicontati su fondi pubblici)

    1. E qui ti devo bacchettare io.
      A parte il “sembri voler assolvere la famiglia Milite”: io non assolvo né condanno nessuno, non è mio compito, non sono la giustiziera della notte né tantomeno un Giudice. Tu sì? Io espongo dei fatti, e solo quelli pubblici e di cui sono a conoscenza. E sono molto precisa nel farlo: ho scritto che il ruolo non “comportava ufficialmente potere decisionale”, non che non fosse in loro diritto/dovere far mettere a verbale che ritenevano l’azione non corretta. Posto però, ovviamente, che all’epoca si potesse ritenere tale: tu ne sei certo, che all’epoca si potesse ritenere una “azione scellerata”, rischiosa? E/o che avessero la capacità, l’intelligenza, di capirlo? Che è infatti il punto cardine su cui discuto ed esercito il mio legalissimo diritto di critica: l’effettiva capacità imprenditoriale di tutti i personaggi coinvolti.
      Idem con patate per quanto riguarda l’Alfa Romeo Stelvio (di cui manco sapevo nulla, mai sentita nominare): hai prove documentali che attestino si trattasse di una regalia da Pappagallo a Milite per aver “chiuso un occhio” in quel CDA? Io no. Pertanto non lo affermo.

      Un conto è esporre fatti, un altro è giungere ad ipotesi di reato e conclusioni certe: quello lo fa Saba, o qualunque analfabeta funzionale, non io.

      Mi auguro ti renderai conto, quindi, che di questo tuo commento ti assumi la responsabilità, cosa che fra l’altro è precisata con estrema chiarezza nel disclaimer di questo sito.
      Anzi t’invito ad automoderarti, altrimenti mi vedrò costretta a non approvarti più per la pubblicazione.

    2. Ho compreso chi sei, perché queste sentenze in sostituzione di un tribunale sono circa 12 mesi che debbo sorbirle ovunque, come attacchi trasversali alla mia persona, visto che sulla mia persona non c’è nulla. E siete sempre i soliti due/tre a portarle avanti.

      Quello che sostieni è formalmente corretto, lato responsabilità dei membri di un CDA (folle, perché si presuppone che un membro del CDA debba capirne come un revisore contabile, ma questa è la legge).

      Peccato che, come ha giustamente ed onestamente sottolineato l’autrice, tu sia andato molto oltre una semplice e legittima critica a posteriore, avendo già deciso che ci sono chissà quali magheggi, truffe ed arricchimenti indebiti, addirittura contestandomi un’auto aziendale che ho per altro lasciato il giorno stesso delle mie dimissioni, rinunciando a circa 15.000 euro (cosa che ho spiegato e rispiegato) tra compensi e buonuscite per recesso anticipato della collaborazione. Quali regalie, inetto? Ogni cosa che ho ottenuto l’ho guadagnate con i risultati portati all’azienda, per i cui debiti (ovviamente) non sono certo personalmente responsabile.

      Parli come se conoscessi, con certezza e documentazione probatoria, elementi di malagestio molto gravi e muovi accuse molto specifiche, chiaramente diffamatorie, ovviamente riparato da anonimato (come sempre). Tutto molto squallido, direi.

      Se le operazioni sono state scellerate o meno, non sta certo ad un anonimo colmo di rancore stabilirlo. Singolare, però, che lo stesso utente provasse a bullizzarmi definendomi “testa di legno” quando ha saputo del mio incarico e della mia “scalata” da collaboratore esterno e membro del CDA, quando le cose andavano bene, si facevano tante nuove assunzioni, c’erano progetti ambiziosi da portare avanti ed ora, invece, mi consideri responsabile se non in esclusiva alla pari con chi ha fondato e di fatto controllato la gestione finanziaria per 12 anni, prima e dopo il mio brevissimo periodo di amministrazione diretta (dove per altro, ovviamente, non sai cosa io abbia fatto o non fatto).

      Insomma: tipico approccio forcaiolo e giustizialista, becero, con l’aggravante di essere fatto in anonimo. Almeno, un tempo, i manettari ci mettevano facce, nome e cognomi. Qui diventate pm, giudici e giurie ed emettente sentenze sulla base di vostri personali interessi da difendere, oppure ossessioni da portare avanti.

      I processi si fanno nei tribunali, infatti: non sui blog. A questa regola io ho sempre dato rigoroso rispetto. Se poi sarò ritenuto co-responsabile di reati ed illeciti,

      Per altro, ridicolo vedere automaticamente truffe in aziende e gruppi che crollano sotto il peso di crisi globali. Twitch ha dovuto licenziare 500 dipendenti nel 2023, Meta ha bruciato miliardi nel multiverso, una marea di startup ha ricevuto soldi veri (non gli spicci di cui si parla qui), milioni su milioni, fallendo male.

      Quando provi a fare, c’è il rischio di fare male. Se ci sono responsabilità dirette mie o altrui, lo stabiliranno le sedi opportune. Ma è tutto, purtroppo per voi, sia da dimostrare, che totalmente scollegato dalla mia attività giornalistica.

      1. Sei stato dal 2016 e fino al 2022 in INSEM SPA. Ci sono almeno 10 video dove elogi la società e da imbonitore provi a convincere gli utenti circa la bontà dei progetti di INSEM che ha raccolto, tra crowdfunding e finanziamenti governativi, milioni di euro. Poi, se a te ne hanno dati pochi, evidentemente non ti ritenevano molto di più che un soggetto da collocare nel CDA prima e poi (nel periodo che ha preceduto il disastro) come amministratore della società. Hai dichiarato pubblicamente di non essere intestatario di niente, ergo sei la figura perfetta per una società schiacciata dai debiti e senza presente e futuro. In caso di contestazioni penali e civili il rischio con te è sicuramente meno elevato non avendo tu alcunchè. E per quanto sia una società che ne risponde del proprio capitale sociale, in caso di contestazioni sulla tua persona ne usciresti magari con una condanna penale ma più difficilmente ti potrebbero togliere 1 euro dato che sei nullatenente, così come da TE più volte detto. Una volta le chiamavano teste di legno le persone come te, ora magari hanno cambiato nome. Detto ciò, sentiremo parlare tanto di te quando INSEM fallirà e come il domino tutte le altre a cascata. Non penso manchi molto leggendo quello che si scrive su di te. Goditi FUFFLIX fin quando puoi. Good Luck

      2. Ma con che coraggio scrivi: ” I processi si fanno nei tribunali, infatti: non sui blog. A questa regola io ho sempre dato rigoroso rispetto. Se poi sarò ritenuto co-responsabile di reati ed illeciti”.
        Hai fatto decine di live su Youtube dove parli del Saba, gestendo la cosa come se tu possa in qualche modo sostituirti all’Autorità Giudiziaria, ed avvalendoti di consulenti più noti nel mondo del porno che per quanto concerne approfondimenti in ambito giuridico-finanziario. Per non parlare degli altri soggetti che ti hanno spalleggiato in questi contenuti, che da quello che leggo vengono rimossi per diffamazione e violazione di privacy da Youtube e altre piattaforme. Brutto subire quello che tu fai per vivere? Si, perchè tu pensi di essere superiore agli altri e questo si nota dagli insulti fatti a CHIUNQUE non la pensi come TE. E comunque, nei commenti non ho letto niente di diverso che la realtà. La quasi totalità delle tue aziende seguono una sorta di schemino che finisce sempre con la mancata restituzione dei soldi parziale/totale e la chiusura della società. INSEM, NEXTUS, BLASTERZONE, sempre la solita storia. Qui non sei nel tuo gruppo dove hai una miriade di soggetti che non possono nemmeno ancora fare la Scuola Guida, qui hai gente che non prendi in giro o manipoli per i tuoi comodi e se è il caso ti si risponde caro Germano, senza insultarti, al contrario tuo, finezza.

          1. Quindi, secondo lei, Sabaown, è matematicamente impossibile che al mondo esistano altre persone, per di più oneste, che abbiano da eccepire sulle attività imprenditoriali di cui stiamo parlando (e parleremo ancora)? Ma dietro i profili si celerebbe sempre solo uno, mosso da spirito di vendetta?
            Lo trovo un ragionamento piuttosto infantile, più da adepta di una setta che da utente informata, ma prendo atto.

  2. Maro’…e che è?!?!?!
    Non so ma, da completa ignorante, quando non vi sono risposte a domande qualcosa non quadra.
    Io, sempre da profana, non mi metterei in mani simili… opinione personale.
    Ho delle idee e sto cercando di portare avanti dei progetti ma come piccola piccola persona che cerca fondi e visibilità, come fai a metterti in mani di aziende a ragnatela? Come farfalla ti ritrovi appiccicata a fili pericolosi?

  3. Ma nello specchietto “Management” Milite è indicato come “CEO” che vuol dire “Amministratore delegato” quindi non un semplice membro del Consiglio d’amministrazione

    1. Devi studiare, ignorante. A parte che devi usare il passato, perché parliamo del 2022, ma poi appunto, caproide: “amministratore delegato” significa che hai una delega. E la mia è stata quella connessa al mio lavoro, ovvero la comunicazione. Puoi avere 3 amministratori delegati nella stessa società, ma tu ovviamente questo lo ignori.

      L’amministratore come presidente di un CDA l’ho fatto per il trimestre indicato infinite volte. Fine. Il prestito tanto (anche giustamente) contestato non l’ho richiesto io, né io ho smesso di pagarlo.

      Le basi, studiatele.

      1. Invito anche te a moderare i toni. La mera esposizione dei fatti non è comunque lusinghiera, né per te né per Pappagallo, e nemmeno finita: non sei sulla tua pagina o i tuoi canali, dove ti ritieni libero di esprimerti come ti pare. Un altro commento con questi termini offensivi e non approvo nemmeno i tuoi.

      2. Mi scusi ma c’è un equivoco di fondo: a me fottesega di chi lei sia e cosa lei faccia. Quelli su di Lei sono, per il mio personalissimo gusto, gli articoli meno interessanti scritti da La Scalza. L’unica cosa che mi ha strappato un sorriso è la sua cafonaggine cabarettistica che nella risposta che mi dedica trova piena conferma.
        Mi son limitato a dire che in quello specchietto lei appare come CEO che in italiano si traduce con Amministratore delegato. Se è pur vero che una Società può avere più amministratori delegati (qualora il suo Statuto lo preveda) noto anche che in quello stesso specchietto, per il valore che può avere, Lei è l’unico ad essere indicato come CEO. La prego, se le è possibile, di non spendersi a rispondermi su quest’ultimo punto perché non è davvero di mio interesse e mai mi sognerei di impiegare il mio tempo per andare a verificare.

      3. Devo per onestà intellettuale aggiornare il mio commento: adesso che con il terzo articolo si inizia a parlare di finanziamenti pubblici ottenuti da Società rispetto alle quali, mi par di capire, Lei era (è? mi aiuti con i tempi) tutt’altro che estraneo, trovo che gli articoli de La Scalza sull’argomento siano piacevoli e interessanti

  4. Un punto secondo me fondamentale da chiarire riguarda i 200k euro ricevuti per le consulenze che Milite ha affermato di aver fatto in quel periodo. Per conto di quali aziende ha svolto quelle consulenze? Sono sempre quelle della galassia INSEM? Quelle per cui lui ha dichiarato più volte di non aver ricevuto alcun compenso come amministratore e che poi sono finite in liquidazione, pur avendo ricevuto cospicui fondi pubblici, agevolazioni finanziarie a vario titolo, e soprattutto crowlending, etc che non sono stati ripagati, in tutto od in parte?

    Perché se è così allora il fatto di non aver ricevuto compenso come amministratore non significa che lui non abbia avuto alcun introito da quelle aziende che non hanno onorato i loro impegni nei confronti degli investitori e che per questo ora sono in difficoltà. Significa semplicemente che quegli introiti lui li ha ricevuti ma sono stati conseguiti usando altre “modalità”.

    1. Questo è un punto interessante, basta vedere l’evoluzione del fatturato di you-ng, cresciuto fino ad oltre 130k negli anni di connessione con Pappagallo e poi crollato (ora young andrà in liquidazione e tutti gli asset saranno trasferiti in mastino srl, con il solito metodo “araba fenice” già sperimentato con phoenix edit. Il Milite non passava per caso a Marcianise, ma era organico al sistema pensato da Pappagallo, essendo inserito in tutti i progetti imprenditoriali “innovativi”.. ora cerca pc

    2. Perdonami, Caselli: ma tu pensi di essere un pm? Un giudice? “Un punto da chiarire”? Ma chi pensi di incarnare, sciroccato? Chi sei tu per “chiarire” sui miei compensi? Per altro, al solito, mai dichiarato di aver fatturato 200.000 euro di consulenze. Non riesci ad essere preciso mai, in nessun caso. Incredibile la tua capacità di essere sempre approssimativo e diffamatorio.

      “Hanno ricevuto cospicui fondi pubblici”? Ma quali? Ma chi? Ahahahah. Quali sarebbero? Dove sono le PROVE? Tu sei malato, devi curarti. Affronterai le conseguenze delle tue persecuzioni nelle opportune sedi, dove avrai modo di spiegare come mai credi di poter indagare sui compensi di un professionista.

      Tu non sei nessuno, Caselli. In senso anche letterale. Però ora ti devo stanare: stai quindi affermando che io avrei percepito in maniera INDEBITA, ergo illegale, compensi che non avrei dovuto prendere? Stai emettendo questa sentenza? Sì, la mia è una domanda retorica, visto che se ti interroghi sulle mie dichiarazioni dei redditi, è perché pensi che siano frutto di appropriazioni indebite.

      Quindi dillo, che tanto lo hai già detto: di cosa mi sta iaccusando? Insieme all’ennesimo anonimo di sotto?

      1. Rettifico. Ero andato a memoria e poiché sul blog non si possono postare screenshot, il punto corretto che volevo evidenziare e che ora copio pari pari, scusate ma non posso ricordare alla perfezioni ogni parola nel dedalo dei millemila commenti postati su questo questioni, diceva così: “Tra 2020 e 2021 ho fatturato (ndr Germano Milite) personalmente poco meno di 200.000 euro, tra le mie varie attività di CONSULENZA e le mie società.”

        Ecco, giusto per essere precisi alla virgola!

    3. Io davvero faccio fatica a comprendere COSA non sia CHIARO di “non si fanno ipotesi”.
      Anche sti 200k euro in consulenze… dove sta scritto? O lo si dimostra o ciccia. E anche se le avesse fatte, nel momento in cui fossero fatturate (e quindi bisogna pure essere certi che siano state o meno fatturate), il problema, dal punto di vista legale, NON SI PONE.
      Mi riserverò di approfondire l’argomento, ma roba buttata nel mucchio così anche no.
      Ribadisco che una mera esposizione di fatti è comunque, a mio avviso, già di per sé per nulla lusinghiera: non vedo perché aggiungerci sopra ipotesi e conclusioni ad kazzum.

      1. Non penso ci sia nessuna conclusione a kazzum ma sono semplici ed evidenti. Se si analizzano 5 aziende del Milite, tutte hanno seguito un preciso percorso, che va dalla costituzione alla partecipazione (sempre del solito Pappagallo e altri soggetti, alcuni di questi con CV non certo chissà quanto particolari e significativi), per poi raccogliere fondi ed esser liquidata. Io le chiamo CHIARE EVIDENZE, che rappresentano esattamente un metodo utile per prima far apparire queste aziende come uniche e ricche di innovazione, e poi appunto attuare strategie di comunicazione per “pompare” i progetti e per ultimo liquidare la società in questione, non prima di aver ricevuto soldi tra piccoli investitori, che per 200/300 euro la denuncia facilmente non te la fanno anche se si sentono fregati, e poi mediante bandi governativi con spesso quote a fondo perduto e comunque destinate ad aziende che dovrebbero innovare e che invece sono sempre da liquidare. Fa anche rima!

        1. Questo è un commento che va bene: è un’opinione, basata su dati di fatto (alcuni non li ho ancora dimostrati, lo farò in altri due articoli) e come tale si può esprimere. Tutto sta sempre nel modo in cui si dicono le cose, e sulla base di cosa: vale a dire dati di fatto o semplici congetture.

  5. Altra info su milite: circa 7/8 mesi fa é stato ospite di un podcast creato da alcuni fuffa guru che vendono corsi (il target perfetto di Fufflix, no partita Iva nella landing page, si dichiarano i massimi esperti in qualcosa, super sconti del 90%,ecc). Cioè l’apoteosi dell’ipocrisia, li combatte da anni e poi ci va ospite in studio e non li combatte come fa quando é dietro la tastiera… Insomma a me sembra solo un leone da tastiera con deliri di onnipotenza.

  6. “ I processi si fanno nei tribunali, infatti: non sui blog. A questa regola io ho sempre dato rigoroso rispetto” questo è il mantra del sig.Milite… Vi sblocco un ricordo: nel 2019 il soggetto ha creato una campagna mediatica contro Userbot (una soluzione chatbot conversazionale) durante la sua campagna di crowdfunding (probabilmente creando un grande danno reputazionale) https://you-ng.it/2019/07/09/userbot-linchiesta-sulla-startup-che-vuole-raccogliere-1-milione-in-crowdfunding/
    Facendo un vero e proprio processo all’azienda… guarda caso qualche mese dopo viene fuori che il gruppo Pappagallo & co sta lavorando sulla stessa tecnologia (https://www.casertanews.it/economia/investimento-milione-startup-caserta-elteide.html) con Laila. Quindi tutto il movimento era per buttare giù un possibile concorrente?

  7. Stimavo molto Milite per il lavoro fatto con Fufflix, ma dal tono dei suoi commenti noto che sta avendo una caduta di stile. Forse la sua reazione a questa bella inchiesta lo sta danneggiando, a livello reputazione e di credibilità, più di quanto non stia facendo l’inchiesta stessa In più occasioni lui ha ribadito che minacciare o annunciare querele è roba da sfigati o da poveraccio (fonte: https://www.youtube.com/watch?v=pyyL51vZd_Y al minuto 01:14:30), e adesso si sta comportando esattamente come quelle persone che ha sempre criticato.

    1. Esattamente Cristian, e si attacca alla virgola per buttarla in caciara, evitando accuratamente la sostanza. Figura pessima a livello di immagine perché si può contestare senza trascendere in comportamenti decisamente sopra le righe ed indicatori di probabile disagio e serenità nell’affrontare le questioni riportate.

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