Sab. Mag 18th, 2024

Circa una settimana fa ho scoperto che una mia conoscente, peraltro donna dall’eccellente livello culturale, non quella che dici “e vabbè, è una povera ignorante digiuna del mondo”, è caduta nella trappola delle cartomanti online.

Sì, gli 899, proprio quelli: esistono ancora. Un po’ di solitudine, un periodo di dolore e debolezza, et voilà, eccole servita una bella dipendenza a pagamento.

Tanto da farmi scegliere di infiltrarmi in questo mondo per dimostrarle quanto tutto fosse una gran fregatura.

Prima premessa: le tecniche delle cartomanti online (e non).

Mi sono fatta una cultura in proposito, in rete esiste un sacco di materiale: primo fra tutti quello del sempre valido CICAP.

Tralasciamo, in questo caso specifico, la tecnica della cosiddetta “lettura a freddo”, ovvero in buona sostanza decodificare i segnali del corpo e persino gli abiti scelti, fin da quando il consultante entra in studio: cosa che per telefono non è ovviamente possibile.

Però in ogni caso molto si gioca soprattutto nei primissimi istanti, quando la vittima, perchè di tale si tratta, è ancora un po’ sulle sue.

Ciò che fa il cartomante in quegli istanti è mostrarsi molto accogliente e rilassato ed “attaccare” con delle affermazioni:

1. ambivalenti e generiche

2. lusinghiere.

Vale a dire sostiene una cosa ed il suo contrario, facendo contemporaneamente leva sull’autostima di chi gli sta di fronte. Per esempio “Sei una persona molto intelligente e comprensiva ma quando poi ti stufi diventi una belva”.

Siamo tutti d’accordo che chiunque può riconoscersi in una frase del genere, no?

Il fatto è che chi si rivolge ad un “sensitivo” è quasi sempre in una situazione di ansia e tristezza, la quale lo rende poco lucido e molto bisognoso di complimenti. In questo modo perciò la maga riesce subito a conquistare la fiducia del consultante, il quale, sentendosi accolto ed apprezzato (“incredibile, senza avermi mai visto prima mi ha descritto perfettamente chi sono”), progressivamente abbassa le difese, si confida e sfoga.

Perchè in realtà solo di questo ha in fondo bisogno: confidarsi, sfogarsi e trovare conforto.

E le dice così ciò che lei, in realtà, non sa affatto: e che lei poi gli ripeterà con altre parole, usando sempre la stessa tecnica di estrema vaghezza ed ambivalenza.

Ecco perchè risulta tanto difficile poi convincere qualcuno, come la mia conoscente, di essere caduto in una trappola.

Seconda premessa: è legale fare la cartomante online?

Risposta: SÌ.

In Italia fare il cartomante è assolutamente legale: anche con servizi telefonici a pagamento.

In base ad un principio il quale è veramente uno dei migliori capolavori d’ipocrisia che i nostri legislatori abbiano mai partorito (non che non ne abbiano partoriti altri: però questo è davvero meraviglioso).

Infatti il Decreto Ministeriale 145/2006 (ma non solo quello, ci sono fior di sentenze in materia), che tratta proprio di “servizi a sovrapprezzo“, stabilisce che i servizi di astrologia e cartomanzia sono attività economiche non vietate in sé e per sé, ma solo laddove vengano svolte con modalità idonee ad abusare dell’altrui ignoranza e superstizione.

Che dicevo? Non è un capolavoro?

Tradotto in linguaggio comune suona più o meno così: “puoi raccontare tutte le idiozie che vuoi alla gente perché io, Stato, non posso mettermi a difendere ogni singolo pollo il quale nel 2023 crede ancora alle streghe ed i maghi. Però non esagerare eh. Su dai, mi raccomando, se no poi mi tocca intervenire ed ho già un sacco di altre cose di cui occuparmi”.

Soprattutto rilascia perlomeno la fattura: se mi paghi sono più disposto a chiudere un occhio.

Ed infatti molte delle società che gestiscono questi servizi sono dotate di regolare partita IVA: quanto dichiarino effettivamente non lo so, ma la partita IVA c’è.

E nemmeno ho idea di come funzioni la tassazione per chi chiama dall’estero: so però che la Svizzera e la Germania vanno per la maggiore.

Una volta aperta quindi una posizione presso l’Agenzia delle Entrate bastano ancora un paio di altri accorgimenti per uscirne puliti:

  • visto che la telefonata costa in media 50 centesimi al minuto ci vuole un sistema che avverta l’utente del tempo che sta scorrendo: un banale messaggio automatico il quale, dopo un tot di minuti, si intromette nella conversazione con la “veggente” chiedendo al cliente se vuole proseguire con il consulto. Una sorta di campanello d’allarme per risvegliarlo dal torpore indotto. 

 

  • il secondo è un disclaimer presente in tutti i siti (sì, c’è sempre un sito collegato, e vedremo poi perché), nel quale si dichiara che non si tratta di scienza, non si accettano chiamate da minorenni e non si fanno consulti inerenti la saluteincantesimi, legamenti, riti bla bla. Il famoso “non abusare” dell’ignoranza, insomma.

A quel punto si è pronti.

 

Come le cartomanti online trovano il cliente.

Il mercato degli 899 è più fiorente di quanto si possa pensare, niente affatto morto e sepolto con le bufere che lo avevano travolto alla sua prima apparizione, e fa una spietata concorrenza alla cara vecchia amica di un’amica, quella che ti riceveva nel tinello di casa mentre suo marito sonnecchiava in camera.

C’è infatti un sistema ben oliato il quale fa sì che, nel caso stessi cercando qualcuno che ti faccia le carte, finirai con tutta probabilità attaccato ad un telefono a spendere 50 centesimi al minuto. 

Se ad esempio digiti “cartomante Milano/Bologna/Torino” su un motore di ricerca troverai sicuramente, fra i primi risultati, un sito di 899: spesso con la dicitura “sponsorizzato”, vale a dire che qualcuno ha pagato, e parecchio, per apparire lì in prima fila. 

Ma il massimo l’ho visto sui vari portali di annunci, due per tutti Bakeka.it e Subito.it.

Si tratta di portali in cui di norma l’utente, qualunque cosa stia cercando, restringe il campo alla propria città.

Ed è lì che scatta la furbata.

Perché c’è un 899 dietro ogni “Samatha, chiaroveggente sensitiva”, corredata di foto di due candele che illuminano il buio (se non della stessa ipotetica Samantha), la quale a prima vista sembrerebbe una tizia con cui prendere appuntamento per andarla a trovare nel suo studio vicino casa tua. Bisogna aprirne a valanghe, di annunci, prima di trovarne uno “autentico”, il quale non ti rimandi ad un servizio telefonico.

E ciò perchè ci sono professionisti del web-marketing all’opera nelle retrovie.

Ad esempio, ma è solo un esempio, quelli di ad.crescendo, i quali fanno né più né meno il loro mestiere, e quindi propongono anche agli 899, ed in generale alle cartomanti, la loro particolare strategia. Il cui nome, che pare sia un marchio registrato, è tutto un programma: SeoMilitia.

Copincollo dal loro sito per spiegare in cosa consista: 

  1. scriviamo da 10 a 120 articoli (in base al pacchetto articoli che compri) su di te e sui tuoi servizi da cartomante;
  2. questi 10/120 articoli diversi verranno pubblicati su 10/120 siti diversi di nostra proprietà nella categoria attinente e pertinente (NB. Capito? Hanno decine e decine di siti che servono solo in realtà per piazzare i loro clienti);
  3. su ciascun articolo pubblicato verrà avviata una campagna SEO (cioè una campagna di posizionamento su Google) autonoma.

Credo che anche il fatto io abbia trovato l’annuncio di Samantha presente in ogni città ogni giorno, ogni città ogni santo giorno, a volte anche più volte al giorno, faccia parte della battagliera campagna di web-marketing offerta dai mille esperti del settore.

(Piccola parentesi: pensate a tutto questo applicato alla politica… No, forse meglio non ci pensiate).

Ed ora veniamo al bello: cioè alla mia avventura di cartomante per un giorno…

 

– Come ti chiami? Assunta!

Per iniziare questa sfolgorante carriera basta rispondere a dei banali annunci online: annunci che si trovano sugli stessi portali dove l’utente cerca la sua veggente, solo che stavolta è la veggente ad essere in cerca, ovviamente nella sezione Lavoro. Ce ne sono a bizzeffe, anzi direi che monopolizzano la sezione (ed anche di questo scopriremo più avanti il perché).

C’è chi pretende esperienza, chi l’avere una linea fissa in casa, e chi invece non accampa nessuna richiesta: in comune hanno però tutti che non esistono quasi mai indirizzi mail cui spedire alcunché. Si scrive semplicemente un messaggio su WhatsApp al numero indicato. E si aspetta.

Dopo poco (ma davvero poco, al massimo un paio di giorni) qualcuno ti risponde. Ed anche qui ci sono molti punti in comune…

  • gli interlocutori sono nella stragrande maggioranza donne, con nomi che spaziano dall’eroina di un romanzo d’appendice russo (Natascia, Tatiana, Irina) ad una pornostar della Mitteleuropa (Elga, Amanda, Veruska). Con qualche capatina in Medio Oriente (Sherazade).
  • le foto profilo sono gatti, gatti ed ancora gatti. O cani. O fiori. In un solo caso mi è capitato un altisonante “Human Resources” su sfondo verde.
  • molto spesso sono account business WhatsApp ed hanno impostata l’opzione messaggi effimeri, quella che dopo 24 ore sti messaggi si svampano. Così se per caso Natascia ti ha dato delle indicazioni tecniche e tu non ti sei screenshottata tutto resti fregata.

Insomma uno strano clima molto da Mata Hari de noaltri. 

La prima cosa che ho scoperto è che il possedere una linea fissa, quella richiesta in alcuni annunci, è una condizione necessaria affinché le telefonate che ricevi possano essere dirottate dal centralino, quello che il cliente chiama, al tuo effettivo apparecchio.

Ma non è una condizione imprescindibile: se per caso possiedi solo un cellulare ti puoi scaricare un’app, scelta e testata da loro, la quale ti dota di un numero di utenza fissa virtuale, con tanto di segreteria, messaggio di benvenuto etc etc. 

Ecco perchè a volte appaiono numeri che sembrano fissi: in realtà paghi lo stesso, chiamando quei numeri, ma con la carta di credito.

Una volta che mi è stato spiegato questo sono stata sottoposta ad un colloquio che si è svolto più o meno così…

Mata Hari: hai esperienza come cartomante?

Io: (improvviso) beh, le faccio da molto tempo alle amiche, sono un’appassionata, ma mai fatto a livello professionale. 

Mata Hari: bene bene. Allora facciamo una prova…

La prova è consistita in un dialogo surreale fra Mata Hari e me in cui lei fingeva di essere una povera donna afflitta da pene d’amore, ed io rispondevo alle sue domande fingendo di smazzare delle carte su un tavolo. La cosa più assurda è che sapevamo entrambe, senza che nessuna delle due lo dicesse, che io non avevo in mano neanche una cartolina di Rimini, e quindi l’accordo tacito era “vediamo se sei brava a fregare il prossimo senza dirmi che stai fregando il prossimo”. 

Finita sta faticata (lo dico senza ironia, per me lo è stata) Mata Hari ha stabilito, con toni pure parecchio entusiasti, che ero decisamente tagliata e quindi mi ha illuminata sui dettagli del contratto…

  • Paga: 10 centesimi al minuto. Di una telefonata per cui il cliente sborsa invece mediamente, abbiamo detto, 50 centesimi al minuto. 
  • Turni: a scelta di 4 o 6 ore. Ogni giorno, con un giorno di riposo a settimana, su una fascia oraria che varia da sito a sito (alcuni sono aperti H24, altri chiudono a mezzanotte ecc ecc).
  • Metodo di pagamento: bonifico su c/c o PayPal con causale “donazione“. E tanti saluti al Fisco.

Poi ci sono le regole: devi scrivere alla referente quando ti colleghi ad inizio turno e ti scolleghi alla fine/devi iniziare 5 minuti prima e smettere 5 minuti dopo/devi tenere costantemente d’occhio il sito: perché per difetti tecnici può accadere che il tuo nome risulti “occupata, in consulto” quando invece non lo sei, ed in tal caso devi avvertire la referente di cui sopra/devi rispondere al primo squillo.

Insomma, non è che puoi star lì a sonnecchiare o fare altro, in quelle 4 o 6 ore.

Ed infine, ciliegina sulla torta, devi sapere che le tue telefonate possono essere ascoltate/registrate: nel caso ti venisse la malaugurata idea di dare un tuo recapito privato a qualche cliente per guadagnarci solo tu, e ben di più di 10 centesimi al minuto. 

 

La gavetta ed il nonnismo. 

Alla fine di tutto quello spiegone ho iniziato a chiedermi se la condizione più triste, che pensavo fosse esclusiva delle clienti, non fosse invece quella delle telefoniste.

Però mi sono anche detta che in fondo la telefonista è sempre una che acchiappa soldi: e se te la sai giocare bene trattenendo la gente al telefono con sonore idiozie, quei miseri 10 centesimi al minuto possono diventare serenamente 500 euro al mese. Praticamente un affitto. In nero. E quindi sticazzi allo sfruttamento, non mi fate pena care le mie telefoniste. Pure se tenete famiglia e non sapete come sbarcare il lunario. 

Invece non avevo considerato tutta una serie di fattori non indifferenti. 

  • C’è turno e turno. Anche se è chiaro che alle anime in pena che chiamano può venire voglia di farsi fare un giro di carte a qualunque ora di qualunque giorno, è altrettanto chiaro che ci sono più probabilità di ricevere telefonate in orario serale o preserale invece che alle 3 del mattino o a mezzogiorno di domenica. E saranno esattamente gli orari con meno traffico ad essere affibbiati alle new entry: in modo che ufficialmente il servizio sia garantito in ogni momento ma le probabilità di guadagno siano maggiori per le fattucchiere in ballo già da un po’ (che magari sono pure le fondatrici titolari della Partita IVA).
  • L’effetto boomerang della fidelizzazione. Una larga fetta della clientela è stata fidelizzata nel tempo: vale a dire che, grazie all’abilità di Natascia o Samantha, le quali lavorano lì da un po’, chiama e richiama. Non a caso ho parlato di dipendenza all’inizio di questo articolo: se infatti partiamo dal presupposto che chi si rivolge a questo genere di servizio ha un gran bisogno, come dicevo, di ascolto, consolazione e comprensione, è evidente che continuerà a tornare laddove le trova. Perciò la cartomante new entry fa come da cuscinetto: se è molto brava riuscirà anche lei a conquistare la fiducia dell’utente “fissa”, e tanto di guadagnato per tutti. Ma anche se è una schiappa si rivela utile: perché l’utente, dopo aver parlato con la new entry ed esserne rimasta delusa, cade in un baratro in cui le mancano tutti i punti fermi che aveva prima, entra in una vera e propria crisi di astinenza. E quindi richiamerà subito: ma per sentire la sua cara vecchia Natascia, che lei sì che è brava.

Tutto questo in attesa che la nostra new entry, magari brava, incappi nella chiamata di un’utente anch’essa new entry, creandosi poco a poco anche lei il suo giro di affezionate: da far scontare alla prossima new entry.

Insomma i famosi 500 euro al mese in nero devi aspettare un bel po’ prima di poter sperare di vederli, e la maggioranza si arrende subito: ecco perché gli annunci di ricerca di telefoniste sono costanti. Il turnover impressionante è fisiologico, previsto e non crea alcun danno economico a chi davvero detiene il potere dell’impresa. 

Anche perché se ti hanno sbolognato i turni più scarsi, ed ogni telefonata dura al massimo 10 minuti, a 10 centesimi al minuto quanto potrai avere guadagnato nel giro di una settimana (cioè 24, 30 ore appesa al telefono ad aspettare)? 5 o 6 euro? Facciamo anche 10… Quanta gente c’è che reclama un bonifico per 6 euro? I quali finiranno comunque nelle tasche dei gestori. E avanti la prossima.

 

Io ad esempio…

Io ad esempio ho fatto assistere la mia conoscente a tutto questo, passo dopo passo: una sorta di terapia d’urto.

Fino ad arrivare al primo ed unico turno di 6 ore di “lavoro” (ci hanno infatti augurato “buon lavoro” all’inizio) che l’ho costretta a fare insieme: in cui abbiamo ricevuto una sola telefonata.

Straziante. 

La dolcissima Alda (chiamiamola così), madre di 3 bambini, si è presentata lei stessa come assidua frequentatrice della linea, e di certe altre veggenti.

Voleva sapere se il suo compagno, dopo 8 anni, l’amava ancora. In caso di risposta affermativa sarebbe rimasta con lui: diversamente se ne sarebbe andata. Voleva saperlo da noi: cioè voleva provare a vedere cosa succedeva ad interrogare anche noi, che eravamo “nuove”.

Con neanche troppa fatica siamo riuscite a convincerla di avere letto sulle carte che la sua situazione fosse “irrecuperabile”: mentre invece ce lo aveva detto lei. Ed era irrecuperabile perché il suo compagno era un tossicodipendente. Caduto anche (tanto per non farsi mancare nulla) nel gioco.

Eppure Alda si aspettava da noi una sentenza chiara ed univoca: quella che l’avrebbe spinta a scegliere.

Cosa fa una brava “cartomante”, in questi casi? Con tutto questo potere fra le mani? 

Fornisce una risposta vaga ed ambigua, in modo che Alda continui a cercarla chiamando e richiamando, a 50 centesimi/1 euro al minuto? Lasciando così Alda nel suo squallido limbo di indecisione e violenza psicologica?

Oppure si gioca il tutto per tutto inventandosi che “vede” che lui non l’ama, caricandosi così sulle spalle le scelte di vita di un’altra persona, con in più il rischio di sentirsi mandare a fanculo perché Alda non è quello, che vuole sentirsi dire? E due minuti dopo cercherà Natascia che lei sì, le fornisce un minimo di speranza dicendole che deve attendere, portare pazienza, richiama e rifacciamo le carte fra qualche giorno e vediamo se qualcosa è cambiato?

 

Ma, soprattutto… Come si fa a fare tutto questo per 10 centesimi al minuto? 

 

Di L'opinionista scalza

Scrivo perchè telefonare è troppo faticoso.

4 pensiero su “Cartomanti online: un’indagine da infiltrata nel girone infernale degli 899.”
  1. Vergognoso questo articolo contro un attività legale, che semmai sostiene donne o uomini che cercano un aiuto un conforto,ogni servizio è a pagamento nel mondo reale,allora io vado al supermercato tutti i giorni e sono sfruttata e dipendente dal gestore?o vado da uno psicologo pago e lui mi fissa interminabili sedute e sono dipendente?Anche gli articoli dei giornali comprando un giornale ogni giorno danno dipendenza?Io credo che questo articolo tenda a colpire questo settore,ma non ne colpisce altri…come mai?Una persona è libera di spendere i soldi come vuole e giudizi del genere come in questo articolo,dipendono da fattori di vita personale, quindi giudizi senza senso,sono una di quelle che lei chiama schiave sfruttate,le cartomanti,pur avendo un diploma nella cartomanzia ho trovato un lavorio serio monitorato da corsi che vengono eseguiti all interno del centro di Cartomanzia in maniera on line che arricchiscono e preparano forse lei…cara articolista e rimasta indietro di 100 anni,io lavorando 7 ore con due turni ho scelto io il turno perché al contrario di altri lavori si può scegliere il turno guadagno cifra che arriva a 4 volte quello che lei dice,certo tassata come da legge,e orgogliosa di pagare le tasse di aver potuto sostenere con la mia esperienza di vita la vera università reale e le carte qualcuno che magari era in una disperazione assoluta,a volte basta amore e dedizione,lei dirà pagando…perché lei per scrivere articoli lo fa gratis,la vita ha un pilastro importante si chiama lavoro,io non infango un infermiera perché si fa pagare mentre sostiene un malato,in questo articolo si offende il mondo delle lavoratrici del mondo della cartomanzia con estrema leggerezza e giudizio personale,adesso le metto un elenco di chi lavora si fa pagare e aiuta,inizi pure nuovi articoli di denigrazione,veterinario,infermiera,medico,posso andare avanti all’infinito,chi chiama in cartomanzia lo fa liberamente e se richiama e perché si è trovato bene,una parola amica tanta reale comprensione e amore per il proprio lavoro.Le do un consiglio faccia articoli sulle vere dipendenze,droga alcol,…ecco queste sono alcune dipendenze ! infatti non sono tassate!!!

  2. Un’infermiera che sostiene un malato dà aiuto non dipendenza; non si fa la spesa al supermercato perché dipendenti dal cibo, ma perché mangiare è un tantino necessario; lo psicologo lavora affinché il paziente divenga psicologicamente autonomo; i giornali si acquistano per informarsi, aggiornarsi e questa cosa si chiama apertura mentale, non dipendenza.
    Una cartomante invece semplicemente prende in giro, dice quel che il cliente vuol sentire…in pratica dà una momentanea sicurezza che si scioglie come neve al sole; non aiuta a risolvere il problema: lo mette in stand-by. Quindi prende in giro: Wanna Marchi docet.
    Lei può sentirsi una buona samaritana quanto vuole, in realtà approfitta solo delle debolezze altrui.

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