Luglio 5, 2022

Le mail dai dipendenti del Ministero degli Interni in incognito.

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Nei giorni scorsi ho ricevuto, sul blog, una strana mail. Questa…

“Buon giorno, ti dico già in partenza, che ti scrivo con una mail fake, in quanto anch’io come te, faccio quasi lo stesso mestiere ma, al contrario di te devo rimanere nell’anonimato.
Dunque visto quello che stai passando sicuramente non ti fiderai ma, io ci provo lo stesso, ad avere con te una corrispondenza mail su informazioni ricavate sulla rete inerente a questi personaggi NO VAX e NO MAX.
Sicuramente via mail e non sul sito ti dirò qualcosa in più.
Ti auguro una buona giornata e un buon lavoro (straordinario) che stai facendo, e spero di avere tue notizie”.

Scritta male, vero? Con ste virgole buttate a caso, come se le avesse comprate ad una svendita. Poi prima mi dici che, al contrario di me, devi rimanere dell’anonimato, e dopo che sicuramente non mi fiderò?! Se sai che sicuramente non mi fiderò è perchè sai che pure io non ci tengo agli onori della ribalta: quindi perchè quel “al contrario di te”?! Bah, ad italiano mi sa che non ce la caviamo benissimo…

Comunque ho risposto: che ringraziavo tanto per la proposta ma ho già enne collaborazioni in atto e quindi mi toccava declinare. Dico, sarà finita qui no? Vuoi mica che insista, dai, ci arriverà che sta a fà na cazzata…

No.

Non gli par vero gli abbia risposto e riparte alla carica…

Ciao, intanto ti ringrazio per la risposta, vedo che i colleghi ti
hanno già reclutata- meglio così.
Anch’io sono un dipendente del Ministero degli Interni, e diversamente
da te, ovviamente, ho a che fare con il Franzoni, ecc ecc.
Volevo sapere se hai un idea di chi potrebbe essere secondo te a capo
dei V_V
; gli amministratori li abbiamo individuati ma il capo per ora
andiamo per tentativi.
In conclusione se ti fa piacere tenere una corrispondenza con me,
ovviamente ti darò il nome originale e il reparto a cui appartengo,
ovviamente mi aspetto riservatezza.
buona giornata e buon lavoro e stai attenta a non esporti troppo.

Mamma santa, allora è de coccio. Bene, vediamo dove vuol andare a parare. Rispondo.

“Benissimo, adesso iniziamo a ragionare… Riservatezza è il minimo che mi aspetto: così come io tengo alla mia. E siccome no, non mi fido proprio di nessuno, nome e reparto originale e se ne può parlare. NB mi fa strano che la Polizia mi contatti con un falso profilo, finora mai accaduto. Finchè chiedete cose così va pure bene: ma il mio nome non verrà mai fuori, così come non aprirò mai nessun link. Tanto per capirci.”

Che mi son detta “dopo cotanta risposta lo capirà no, che non è aria? Che tanto non otterrà nulla…”.

No. Non l’ha capito.

Ciao, scusami tanto, i profili fake servono per fare monitoraggio
quindi non stupirti se la Polizia Postale usa profili di questo
genere.

Il lavoro che faccio, ovvero guardare sui social come sai non è
salutare presentarsi con il proprio nome e cognome.
Visto che ti sei irrigidita, giustamente, e confido nella riservatezza
io mi chiamo Mxxxx, sono ligure e lavoro al Compartimento di xxxxxx,
mi occupo di infrastrutture critiche, antiterrorismo on line e
monitoraggio della rete.

Credimi che ho una grossa stima in te, stai facendo un gran lavoro, se
vuoi ti posso girare il mio cellulare, come vedi ti rispondo in orario
d’ufficio.

Ciao a presto e spero di averti traquilizzato.

Quindi ragioniamo… Mi scrivi da un profilo fake per chiedermi di collaborare alle indagini sui V_V: perchè saresti della Polizia Postale. Che naturalmente scrive dai profili fake: così, dal brucio ad una mail di un blog. Ma alla bisogna, sempre la Polizia, dà il proprio numero di cellulare. A cui però risponde solo in orario d’ufficio: perchè, come tutti sanno, l’antiterrorismo è attivo dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 17. Il sabato alle 18 mettete pure le bombe nelle banche, che tanto prima di lunedì non se ne parla.

Vabbè, coso, come ti chiami? Mxxxx, Filippo… A sto punto te la vai a cercare: anche perchè mi hai già fatto perdere fin troppo tempo. Ora sto numero di cellulare quasi quasi lo voglio.

“Mxxxx come? Cognome e numero di matricola. Al di là del cellulare”

E lì Mxxxx, magicamente, cambia versione… Ed il 27 novembre scrive così:

Dunque per fare un po’ di chiarezza, io non ti ho contattato
ufficialmente ma ufficiosamente
 e quindi non usato carta intestata o
mail istituzionali il mio ufficio non è a conoscenza. Perché ti ho
contattato? Ti ho contattato perché io apprezzo il tuo lavoro mi ha
dato molti spunti su alcuni  personaggi che girato in rete, insomma
leggo spessissimo i tuoi lavori mi piacciono deformazione
professionale.
Non sapevo come contattarti ero titubante e, sono entrato in punta di
piedi.
Detto questo, visto che sei stata di parola e, non mi hai postato su
social e tantomeno segnalato
, per rassicurarti ti ho detto che lavoro
faccio e come mi chiamo per farti capire che non voglio assolutamente
in nessun modo violare la tua fiducia, a me non interessa come ti
chiami il mio intento è solo un rapporto professionale di scambio di
informazioni niente di più.
Tu mi chiedi il mio numero di matricola ma non posso dartelo è
strettamente personale mi chiedi troppo.
Vedi siamo tutti e due sul chi va la, ti capisco perché io ho preso
una pugnalata alle spalle e non voglio che riaccada, figuriamoci un
po’ se i tuoi dati finissero in rete sarebbe una disgrazia immane, ci
sono un sacco di infami in tutti i campi.
Non ti devi preoccupare non mando link camuffati se devo darti
informazioni ti dico dove reperirle.
Scusami se mi sono dilungato ma mi premeva dirti che è un a
iniziativa personale la polizia postale non c’entra, spero di averti
convinto sulla mia buona fede, ripeto io vorrei avere con te un
rapporto collaborativo su notizie, ecc ecc, lo appezzerei molto.
Ora se te sei d’accordo e ti sei convinta e vuoi sentirmi a voce ti
lascio il mio cellulare, se invece vuoi pensarci, oppure preferisci
fare diversamente e continuare con l’invio di mail, per me non ci sono
problemi, ricordati solo che il mio ufficio non c’entra.
Grazie ancora per la tua serietà e, spero di aver dissipato qualche
nuvola nella tua diffidenza, ricordati non voglio nessun dato tuo solo
un rapporto professionale nel pieno rispetto di quello che facciamo.
Ti auguro come sempre un buon lavoro.

Ricapitoliamo: te ne spunti dal nulla dicendo che vuoi “collaborare” con me. E, successivamente, che lavori per il Ministero degli Interni (nientedimeno) e vorresti sapere se ho idea di chi sia a capo dei V_V. Perchè voi, lì all’antiterrorismo attivo solo in orario d’ufficio, ancora non ci siete arrivati. E naturalmente mi dirai chi sei, se mi fido.

Poi, messo alle strette, salta fuori che no, è una tua iniziativa personale, l’ufficio non c’entra nulla: ma se voglio ci possiamo sentire per telefono. Presumibilmente la Tiscali Mobile da cui mi mandi le mail…

In più sei talmente sveglio, mi segui così tanto, che hai notato che non ti ho postato sui social.

E allora mi sa che non sei tanto sveglio, Filippo. O non mi segui tantissimo: perchè io son già 4 giorni che ti ho postato sui social.

Ma, soprattutto… Mi fai capire com’è che, pur lavorando al “compartimento di xxxxxx, infrastrutture critiche, antiterrorismo online e monitoraggio della rete”, non ti sei accorto che ti ho anche segnalato? Lo scrivi tu eh: “ho visto che sei stata di parola e non mi hai postato sui social nè tantomeno segnalato”.

Quando io invece l’ho fatto eccome, di segnalarti: proprio alla Polizia postale.

E proprio la stessa mattina in cui mi ero stancata e sono andata anche in caserma a fare una denuncia cumulativa contro ignoti. E pure questo l’ho messo sui social. Non mi segui abbastanza, Filippo.

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