Dicembre 4, 2022

I CLN osè di Nicola Franzoni e Sonia Cassiani.

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Correva l’anno 1991, e sul palco del Maurizio Costanzo Show faceva la sua apparizione una biondina molto Barbie, dalla voce un po’ stridula ed una certa cultura: o perlomeno tirava fuori parole dotte e quindi così pareva.

La chiamavano “l’Opinionista Vergine” (vedi che non ho inventato nulla di nuovo?).

Giacchè questa, era la sua caratteristica principale: l’essere (o perlomeno così lei diceva) ancora illibata.

Si chiamava Sonia Cassiani.

Video disponibile su Scelta TV

Tanto ci teneva, alla sua verginità, che nel 1994 trascinò persino un fine intellettuale come Antonio Zequila, noto gentiluomo delle reti Mediaset, elegante pensatore dalla pacata autorevolezza

fino a quella sobria trasmissione ahimè di nicchia (ce ne fossero, di trasmissioni così) che è sempre stata Forum: perchè a suo dire l’aveva tratta in inganno togliendole, appunto, il suo bene più prezioso.

Anche se, dalle ricerche sul web, non ci è dato sapere se ciò avvenne prima o dopo la collaborazione di entrambi con una nota rivista dell’intellighenzia radical chic.

Ebbene… che fa oggi Sonia Cassiani?

Ha smesso i panni (ehm) della starlette, e si è buttata anima e corpo (a riehm) nel sociale.

Infatti è alla testa dei CLN, Comitati di Liberazione Nazionale (sto nome non mi è nuovo… mi ricorda cose del secondo dopoguerra…) di Nicola Franzoni: l’ultima grande idea del condottiero de noaltri.

Il numero è lì, pubblico: su una chat Telegram pubblica. Quindi sto serena.

L’intelligence della Scalza l’ha chiamata, tanto per essere sicuri, ed ha registrato la telefonata: che ovviamente non si può pubblicare. Ma solo per accertarsi fosse lei. Ed è lei: è proprio lei. La voce è decisamente la sua.

Ci ha raccontato che stanno creando, a partire dal gruppo nazionale, quelli regionali: e che lei è il proprietario di tutti quanti. È stata molto gentile e disponibile.

E, giusto per non lasciar ombra di dubbio, abbiamo fatto che metterci pure uno screen con le prove scritte:

Finale (ai miei finali ormai siete abituati no?).

Insomma, Franzy, per fare la sua rivoluzione, acchiappa davvero il meglio, la crema della nazione proprio: prima aveva come responsabile della comunicazione una che la conoscono per mezzo web per il suo inneggiare ad Hitler e la pulizia etnica (sparita dopo il mio post). Poi ha sponsorizzato come esperta di virus una pianista che faceva errori d’inglese che manco mia nipote di 9 anni.

Adesso affida il coordinamento della marcia su Roma ad una bella ragazza (caruccia era caruccia, negli anni ’90: ora non so) che finora, nella vita, quel che ha fatto è stato collezionare comparsate televisive nel regno di Silvio, costruendosi un personaggio furbetto che solleticava il lato sud dell’ombelico dei maschi. Più qualche fumetto osè. 

Di una cosa bisogna dar atto, a Franzy: che lascia spazio alle donne. Le sceglie con cura, davvero.

Vedi mai che, con quelle alla guida, gli riesca finalmente il colpaccio?

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