Dicembre 4, 2022

Nicola Franzoni minaccia questo blog di querela per diffamazione.

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Qualche sera fa ho fatto, sulla mia pagina FB, una diretta insieme all’ex capo di Onda Popolare Lombardia: diretta in cui si mettevano a nudo le, definiamole così, “pecche” del sig. Nicola Franzoni. Il quale si è risentito ed ora minaccia, anzi promette, la querela: non solo a me, ma anche ai miei due ospiti e tutti coloro che sono intervenuti a commentare.

Mi sembra un’occasione di più per dimostrare che genere di persona sia il sig. Nicola Franzoni.

Gentile sig. Nicola Franzoni, 

siccome la vedo un po’ agitato, per via di questa diretta “diffamatoria”, vorrei darle una mano, e segnalarle anche altre persone da denunciare.

1.Mediaset e la redazione delle Iene.

Per l’oltraggioso video (uno dei tanti a lei dedicati) in cui hanno sbugiardato le sue balle (cito le Iene eh, non se la prenda con me) ed inoltre accennano ai suoi guai con l’Ispettorato del Lavoro. E con le Iene anche tutti quelli che hanno commentato, naturalmente.

2. Il Secolo XIX

Che il 13 maggio 2020 si permette di pubblicare un articolo in cui si narra appunto di tali problemi con la Guardia di Finanza, e del suo rinvio a giudizio: rinvio a giudizio solo per lei eh, non per i suoi soci. Per “omesso versamento di contributi per un importo complessivo di 255 mila euro“.

3. La Voce Apuana.

La quale, riportando la stessa notizia, aggiunge che le è stata intanto comminata una multa di 280mila euro. Articolo il cui aspetto interessante non è tanto il suo solito “ricorreremo in giudizio”, quanto le sue dichiarazioni: definisce l’Ispettorato del Lavoro (l’ente che tutela i lavoratori, controlla che possano esercitare le loro mansioni in sicurezza e che ne vengano garantiti i diritti, compreso il versamento dei contributi ai fini pensionistici) un “apparato inutile”. Ma non solo. Cosa ben più grave praticamente confessa: perchè, accennando ai suoi dipendenti che hanno lamentato di lavorare un numero di ore maggiore di quello “ufficiale”, lei li chiama “traditori” e dice che “in bassa Italia tutti pagano in nero”.

Quindi insomma, un lavoratore che vuole essere pagato ed in regola, garantendosi così anche una vecchiaia, è un “traditore” che non si adatta a quello che è giusto, sacrosanto e normale. E questo sarebbe essere un difensore del popolo, secondo il signore.

4. Il Secolo D’Italia.

Che, l’8 febbraio 2013, pubblica un pezzo in cui si racconta di come lei, allora candidato per la carica di sindaco, avesse scritto queste (e non solo queste) parole all’indirizzo del suo avversario Gianni Musetti: “Mi dicono che l’unico ed autentico mono-palla di Carrara… il ciccione dell’estrema destra… sia devastato da un tumore in stato avanzato… ed è per quello che sarebbe così gonfio… pertanto faccio un accorato appello a tutti gli elettori di Carrara perché il 24 febbraio non sprechino il loro voto per uno che ha i giorni contati”. E in cui, anche lì, si rende nota la condanna per lesioni.

Esternazioni che lo sono costate queste parole di Francesco Storace: “Un soggetto palesemente irresponsabile che dovrebbe essere messo al bando da ogni attività politica. Non credo che Fini voglia coprire uno scriteriato”.

Aggiunga anche Storace, quindi, alla lista di quelli che deve denunciare.

5. Il sito di Massa Carrara.

Dove Musetti, appunto, chiede le sue dimissioni per lo stesso procedimento in corso per lesioni. Ah no, mi scusi: pare che sia già stato Musetti, a querelarla.

6. Il gruppo FB “Riprendiamoci le nostre piazze”.

Oh, questi sono tanti eh. E guarda che post ha pubblicato uno il 4 giugno 2020…

Un sacco di gente che commenta!!! E pure questi accennano alla condanna per lesioni del 2013: forse perchè sono capitati su Il Tirreno, vai a sapere. Che a sto punto denuncerei, per non aver pubblicato aggiornamenti.

7. Il blog Archivio Illiberale.

Che si permise di scrivere un articolo proprio su quella faccenda degli auguri di morte sul web verso Musetti malato di cancro. Con tanto di screenshot del suo profilo di allora.

Il blog non lo conosce nessuno, e non lo conoscevo neanch’io. Ma lei, sig. Franzoni, lo conosce vero? Perchè pare che intervenne, in quel blog, all’indirizzo di chi la criticava per queste parole indegne e rivoltanti. Ed intervenne così…

8. E naturalmente questo blog.

Ma non per la diretta incriminata. No. Per questo articolo, in cui ho dimostrato, senza alcuna ombra di dubbio, che lei non aveva nessun titolo per chiedere soldi alla gente: perchè non si possono chiedere soldi per una “quota associativa” se non c’è (e non c’è) un’associazione. Men che meno si possono poi chiedere i dati sensibili (la carta d’identità… ma chi si crede di essere? Un pubblico ufficiale?) alle persone. E per quest’altro , in cui ho dimostrato che, a seguito del primo, ha pure tentato di ingannare i suoi sostenitori mostrando loro il semplice deposito di un logo, spacciandolo per esistenza di una associazione: perchè lei non è stupido, Franzoni, e lo sa bene che quel deposito di un logo è carta straccia. Ma conta sul fatto che chi la segue certe cose non le sa. E crede pure ci siano 10mila iscritti, quando ad oggi siete a malapena un’ottantina.

Conclusioni.

Vede, sig. Franzoni, tutto quello che ho appena finito di elencare è vergognoso.

È vergognoso augurare la morte con tanta violenza, gioire del cancro dell’avversario politico.

È vergognoso definire “inutile” l’ente che tutela i lavoratori, la loro sicurezza ed il loro futuro in vecchiaia. Dicendo, in buona sostanza, che il lavoro nero sia meglio. 

È vergognoso abusare della scarsa conoscenza della legge per ingannare chi ti segue e sostiene.

Sa cosa vuol dire questo, sig. Franzoni? Che a lei, di chi la segue e sostiene, non importa un fico secco. Non le importa della pandemia, della gente che sta morendo di fame, dei bambini. Di nulla. A lei importa soltanto di riuscire a crearsi il suo partitello, visto che, proprio per tutti i motivi sopra elencati, per la sua totale impresentabilità, come ha detto Storace, non la vuole nessuno nelle sue liste.

In questa nazione ridotta allo stremo c’è gente che non sa neppure più come campare, ancora grazie se riesce a prendere il reddito di cittadinanza. E lei si permette d’incutere persino terrore, a queste persone, le stesse che prima adulava: perchè lei lo sa che, fra quelli che hanno commentato quel video, ci sono anche coloro che da lei hanno preso le distanze. Li conosce uno per uno, conosce anche le loro situazioni economiche. Sa che hanno paura, di una denuncia: perchè non hanno neppure i soldi per arrivare a fine settimana, altro che fine mese. 

E lei, definendosi “benestante” (che è un chiaro “ho i soldi per farvi causa”), sputa sulla fiducia che hanno malriposto in lei: non è sopportabile, per lei, che la “tradiscano”. Dovevano continuare ad abboccare, a farsi prendere per i fondelli con le fotine di un logo che non serve a nulla, darle i loro dati ed ammirare il reuccio di Massa: se non lo fanno più devono morire di cancro, i “traditori”, giusto?

E questo, il suo speculare sulla loro paura di gente allo stremo, anche questo è vergognoso: altro che Onda popolare e difensore del popolo.

Sa che le dico? Che lei si è attaccato al cavillo della condanna per lesioni solo in primo grado perchè non aveva altro a cui attaccarsi, per tentare di salvarsi la faccia: perchè tutto il resto è inoppugnabile, è lì nero su bianco, e lei lo sa benissimo.

E le sarebbe convenuto continuare a tacere, invece: perchè così questa donnetta, che invece gli avvocati ce li ha, e pure tosti, e che osa sfidare gli ominicchi, non avrebbe scritto anche quest’altro articolo. 

2 thoughts on “Nicola Franzoni minaccia questo blog di querela per diffamazione.

  1. Certo che sto Franzoni ha fa faccia come…
    Un tantinello di fifa per una possibile malattia (che poi non c’è) io l’augurerei. Aggiungo, senza il servizio di sanità italiana SSN, visto che è un’altro ente “ladrone”.

  2. Devo quindi ritenermi ricompreso nel lungo elenco dei querelandi per aver commentato la diretta?
    Ne sono onorato.
    Solo una nota, Franzoni: credo non abbia ben chiaro cosa significhi sporgere una querela, soprattutto in termini di denaro. Per quanto possa avere la certezza di un giudizio a suo favore i tempi sono lunghi e le spese sono elevate. Gli avvocati non sono noti per fare beneficienza, vogliono essere pagati, tanto e subito.
    E corre voce che Lei non sia in una condizione finanziaria particolarmente florida.
    A differenza di me, che in questo momento sorrido.
    Sa, ho lavorato molto nella mia vita.
    Io.

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