Dicembre 4, 2022

AREA: per l’uomo che non deve chiedere mai.

4 min read

È nata da poco (il 17 marzo) una nuova organizzazione politica, con relativa pagina Fb di 3mila follower: si chiama AREA.

Nella pagina si trovano molti link che conducono ad articoli sulla rivista legata all’organizzazione, Italia Mensile, “mensile indipendente e controcorrente. Il pensiero libero vi scorrerà nelle vene e vi disintossicherete da tutta la propaganda quotidiana del pensiero unico”. Dove molti pezzi sono firmati da Giuliano Castellino. Uno con una sfilza di condanne che non basta un articolo: e che esce dai tribunali salutando così…

Italia mensile è edita dalla Cooperativa Editoriale Italia Futura, con sede in Via Paisiello 40, Roma. Che poi è questo splendido palazzo qui.

Dove hanno sede anche Forza Nuova e la Amici del Giornale d’Italia Srl. E vari avvocati e notai.

Su Forza Nuova non credo vi sia nulla da dire.

Il Giornale d’Italia, invece, era un quotidiano che andò in stampa dal 1901 al 1976, fondato da Salandra e Sonnino, esponenti della cosiddetta Destra Storica, con l’intento di creare un partito conservatore nazionale : stiamo parlando dei tempi di Giolitti, per intenderci. Sovvenzionato sia dallo Stato che, soprattutto, dal mondo dell’aristocrazia ed imprenditoria romana, divenne poi una delle voci ufficiali del regime fascista. Acquistato da Confindustria nel dopoguerra non riuscì più a risollevarsi e chiuse definitivamente i battenti appunto nel 1976.

Del tutto l’attività non l’ha comunque cessata, prosegue online: tanto che, nel 2020, nella persona del suo direttore Francesco Storace, è riuscito a farsi condannare per diffamazione da Nichi Vendola, insieme ad Il Fatto online e il direttore Peter GomezIl Giornale online ed il direttore Alessandro Sallusti e, infine, Libero ed il suo direttore Maurizio Belpietro.

Ora… mi perdoneranno, gli amici di AREA, se muovo qualche piccolo appunto alla loro iniziativa?

Ad esempio quello che mi pare l’inno

Io ragazzi, sarà che sono dotata di spirito dissacrante che non riesce a prendere nulla sul serio, ma quando ho letto quel “laggiù” ho avuto un sussulto, un ricordo: ed ho iniziato a canticchiare…

“Laggiù nell’Arizona…”… Che poi le capinere, la ronda notturna, ci sta tutto eh. Per tacere del bandolero stanco che scende la sierra misteriosa. Guardate che io lo vedo molto meglio come inno questo, eh: secondo me spacca di brutto.

Poi, veniamo alla divisa

Non ci siamo.

Non si può ergersi a difensori del popolo con la Fred Perry d’ordinanza, su! Ma vi pagano le multinazionali dell’abbigliamento?! Quelle che le Adidas le fanno cucire ai bambini del Bangladesh? Perchè lo sapete o no, che le Adidas le cuciono loro? O ve ne fregate? Ah già, “me ne frego”.

Avete idea di quanto costi un Barbour? E se uno non se lo può permettere che fa, va dal marocchino immigrato illegale a comprarsi quello tarocco, perchè se no in AREA non lo fate entrare? Bravi, applausi.

Più che una direttiva di stile mi pare uno spot del gruppo Cartier/Bresson: roba da coatti proprio, i paninari degli anni ’80, altro che forma. I difensori del popolo ridotto allo stremo, sareste voi?!

“Non il consumismo”? Ah no? E allora cos’è? No spiegatemi, che sono donna e quindi tonta: a me pare proprio così invece… Vergognatevi, vittime del sistema peggio di un adolescente in crisi puberale con i primi peli sul viso: altro che uomini e guerrieri. Mi difenderebbe meglio il figlio di 4 anni della mia vicina. E che fa pure discorsi più sensati e maturi.

Poi se mi chiariste cosa sia di preciso il look da MILF ve ne sarei grata: perchè se una non può neppure essere oltre i 40 e con prole vi suggerisco di guardarvi allo specchio, voi e la vostra trippa, cresciuta a forza di bucatini e cotiche. Che hai voglia a trattenere il fiato per tirare su la zip del combat d’ordinanza (vedi su la foto di Castellino).

Ed infine, ditemi un po’, sto manifesto che ho trovato sulle “norme comportamentali” del militante:

Quindi ricapitoliamo… vi autodefinite “fascisti” (che, vi ricordo, in Italia è REATO) ma poi dite che non sono ammesse nostalgie predappiane: non sono ammesse perchè non tollerate dal movimento o perchè è più conveniente restare “sottotraccia”, ancora vi beccano (ed in tal caso rivedete i testi ragazzi miei, perchè ogni tanto qualche parola vi scappa e vi tradite)? E poi, in questo video, non mi pare ci sia stata coerenza: vi chiamate “camerati”, fra voi. Più e più volte. È il video di questo evento tanto strombazzato

L’occupazione della storica sede dell’MSI, qualche giorno fa, ora in affitto a Fratelli D’Italia: peccato che dopo poco siano arrivate le Forze dell’Ordine a farvi sloggiare.

Quanto ai “panni sporchi da lavare in famiglia, alzate la cornetta e chiedete”, io una domanda ce l’avrei: me lo chiarite il mistero su come mai il latitante Fiore avesse qualcosa tipo 30 miliardi, 1.300 proprietà immobiliari nella sola Gran Bretagna, un villaggio turistico in Spagna, agenzie di viaggio, attività discografiche, mistero su cui ancora non si è fatta luce? Sto articolo del Manifesto di 20 anni fa me lo ricordo ancora: voi no?

Del resto, se tanto mi dà tanto, imprenditoria ed aristocrazia che sovvenzionavano il Giornale d’Italia nei primi ‘900, gli eredi attuali che se non hai il Barbour non ti vogliono… ed intanto però dicono che sono dalla parte del popolo che soffre.

1 thought on “AREA: per l’uomo che non deve chiedere mai.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

>