Luglio 5, 2022

Il dott. Dossi, medico contro il mainstream, difende il suo operato dagli attacchi.

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Ieri sera sul tardi ho ricevuto una mail: era un commento su un mio articolo, quello sul dott.Dossi. Ed il commento era proprio del dott. Dossi.

Sulle prime il mio innato istinto democratico mi ha portata ad approvarne la pubblicazione senza neppure leggere: ma poi ho letto bene. 

Ed ho riletto. Ed ho riletto. E non ho approvato.

Egregio Dott. Dossi,

mi trovo mio malgrado a scriverle per la seconda volta, in merito al suo commento.

Che, non le nascondo, mi ha colmata di amarezza e delusione.

Al di là dello stesso sottofondo paternalistico e vagamente misogino e maschilista che mi aveva infastidita a suo tempo, nella lettera aperta alla giovane dottoressa che l’aveva denunciata all’Ordine nel 2017, e che ho ritrovato nella sua missiva a me… Al di là di quello. 

Ciò che mi ha lasciata delusa sono stati questi passaggi

Vede, dottore… io credo che ci sia un grosso problema di fondo, che poi è un meccanismo comunissimo: tendiamo a proiettare sugli altri ciò che invece appartiene a noi stessi. Questo, unito alla sua non più verde età, la rende estremamente vulnerabile e facile preda di esternazioni che le si ritorcono contro.

Una blogger, quale io sono, non necessariamente è una giovane giornalista in cerca di fama (io no, non la cerco. E lei, dottore?). Anzi, le dirò di più: nel 2002 non andavo affatto alle elementari. Nel 2002 facevo ben altro: ponevo fine alla mia prima convivenza (sì, sono una peccatrice che ha convissuto more uxorio). Dismetta quindi il tono da pater familias, perchè come vede è fuori luogo.

Ma giungiamo al punto, dottore. Al fulcro del mio sentimento di amarezza e delusione a cui ho accennato all’inizio.

Ho sempre pensato, mentre mi “occupavo” di lei, che fosse realmente convinto di quello che andava affermando: sulle scie chimiche, il numero del diavolo, i chip sottocutanei e via discorrendo. Sono idiozie bell’e buone, roba da stregoni di terza categoria, che servono però egregiamente per spillare quattrini ai passanti nelle fiere di paese, e lo sappiamo tutti: ma c’è un sacco di gente che ci crede sinceramente, e quindi perchè non anche un dottore?

Ecco, io questo pensavo di lei: ed anche con una certa tenerezza. Ci crede, mi dicevo, non ci si può far nulla, ne è convinto. Peccato, un medico che crede a queste cose.

Ma poi è arrivato il suo commento.

Dottore… Lei sa benissimo che non esiste nessuna “giovane giornalista” che, vantandosi di avere intervistato Tarro, l’abbia contattata per chiederle un’intervista che lei non avrebbe concesso. E che per questo, per mera vendetta, avrebbe scritto quell’articolo. Può dichiararlo nei suoi circuiti, dove penseranno pure che gli screen delle sue dichiarazioni sono “manipolati”: ma io e lei la verità la sappiamo.

E allora, dottore, perchè venire qui a dichiarare il falso inventato di sana pianta?

Dimostrabile anche in Tribunale, se vuole, non c’è problema. Mi ci trascini pure.

Il sospetto legittimo è che sia perchè non vi è buona fede. Ed a questo punto, mi permetta, ho il dubbio non ve ne sia anche su molti altri aspetti.

Perchè l’articolo è inattaccabile in ogni suo punto: ed allora l’unico modo per riuscire ad oscurarne il contenuto è tentare di screditare chi l’ha scritto. Dirottare l’attenzione dal contenuto al contenitore.

Perchè qualcuno, qui, è sicuramente in cerca di notorietà, e la difende con le unghie e con i denti, costasse quel che costasse: e non sono certo io.

Detto ciò, dottore, io ora il commento, quel commento che le ho chiesto inutilmente di modificare (per la sua stessa immagine), quel commento che in altri punti ho anche apprezzato, quel commento che pensava di poter scrivere qui senza conseguenze, ora glielo approvo per la pubblicazione, in modo che tutti lo possano leggere: che non si dica che non sono per la libera espressione della critica, per la legittima autodifesa e per il diritto di replica.

Cordiali saluti

L’Opinionista scalza

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