Luglio 5, 2022

L’informazione libera: The Epoch Times. Ovvero le radici dei miti negazionisti.

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Vagando per le pagine ed i canali del fronte negazionista-complottaro-trumpiano, una delle testate più condivise è The Epoch Times.

Sulle pagine di The Epoch Times ci ha recentemente omaggiato di un suo articolo Gigi Morello, ad esempio, personaggio di cui abbiamo già avuto modo di parlare a questo link. Articolo il cui succo è: quelli che non credono alla panzana del Deep State e del NWO sono solo dei troll (il link all’articolo di Morello non lo metto perchè non mi pare il caso di far girare ulteriormente certe fantasie così singolari).

The Epoch Times era piuttosto sconosciuto, fino a qualche tempo fa: poi ha fatto il botto, come previsto da Steve Bannon, che in un’intervista dichiarò “Tra due anni saranno il primo sito di notizie nel mondo conservatore”. E qualcuno, più all’estero però, che qui in Italia, ha iniziato ad occuparsene già dal 2018.

Stando a Wikipedia si tratta di un “quotidiano multilingue internazionale fondato nel maggio del 2000 da John Tang ed un gruppo di cinesi americani legati alla disciplina spirituale del Falun Gong/si oppone al Partito Comunista Cinese e sostiene il presidente Donald Trump/promuove frequentemente altri gruppi affiliati al Falun Gong, come la compagnia di arti dello spettacolo Shen Yun“.

Bisogna avere la costanza di non fermarsi lì, per capirci di più: andare a scovare tutti gli articoli, le inchieste, le biografie incrociate ed i documenti che si sono persi nel mare delle informazioni. E quindi partiamo, seguitemi che la matassa da dipanare è interessante.

Il Falun Gong.

Il Falun Gong, come recita appunto Wikipedia, è una disciplina spirituale basata sulla meditazione e sui principi di verità, compassione e tolleranza.

Fonte: CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=517181

Che tu, quando leggi che in Cina è stata messa al bando nel 1999 ed i suoi praticanti perseguitati, rinchiusi nei campi di prigionia e sottoposti ad espianto di organi, ci resti un po’ male e, giustamente, pensi le peggio cose dei cinesi.

Intendiamoci: che la Cina non brilli per democrazia e trasparenza è fuor di dubbio, e pure sulla faccenda dell’espianto di organi.

A tale proposito esiste un rapporto del 1995 di Amnesty International, che non è certo The Epoch Times e nemmeno Libero o Il Fatto Quotidiano, che parla chiaro: la maggioranza degli organi impiantati in Cina proveniva dai cadaveri di prigionieri condannati a morte, che inoltre subivano in vita controlli medici invasivi. Ufficialmente c’era bisogno del consenso dei parenti, ma raramente veniva davvero ottenuto. Amnesty concludeva che era lecito pensare che il numero delle condanne a morte fosse strettamente correlato alla richiesta di organi. Carne da macello, insomma.

Ovviamente la Cina ha sempre smentito. Ma, a meno di metterci a delirare pure noi di gomblotti internazionali, qualcosa di vero c’è, se le Nazioni Unite, l’Unione Europea e molti singoli stati, si sono occupati della faccenda: in alcuni casi ponendo veti molto severi a recarsi proprio in Cina per sottoporsi ad un trapianto. Men che meno a pagamento.

Ma perchè prendersela, fra gli altri, anche con dei pacifici simil buddhisti? Può essere solo perchè in una dittatura comunista una religione non è ammessa, specie se con un larghissimo seguito persino fra i dirigenti di partito?

E qui si finisce a parlare di Li Honghzi, il fondatore di Falun Gong, dal 1999 residente a New York. Dove nel 2000 è stato appunto fondato il pro-Trump The Epoch Times, tanto decantato da Bannon.

Li Honghzi.

Facciamola breve: Li Honghzi è un furbastro che dice un sacco di idiozie da santone. E non me lo sto inventando per semplice antipatia personale: questa è l’ultima intervista rilasciata da Li Honghzi. Al Time (neppure lui l’ultimo giornaletto di parrocchia) nel 1999.

In cui, fra le mille panzane, dichiara che esistono persone dotate di capacità paranormali coltivabili con la meditazione, che può condurre alla levitazione: ma, vedi il caso, non possono mostrarlo in pubblico perchè gli dei, esattamente come nelle religioni occidentali, non devono palesarsi ai comuni mortali. Poi che la sua disciplina può curare le malattie, ma solo con un’approfondita pratica: e quindi sì, lui potrebbe farlo, ma siccome è una persona per bene non lo fa. Che non crediamo più in Dio perchè gli alieni (!) hanno invaso il pianeta allo scopo di sostituirsi agli umani, e lui può essere “ritenuto un umano, ma non voglio parlare della mia provenienza, la gente non capirebbe”. Ed infine che il Falun Gong conduce l’individuo all’autodeterminazione ed alla liberazione dal sistema mondiale. (La matassa inizia a dipanarsi?)

Certo c’è già poco da fidarsi di uno che fonda una setta e, nella biografia ufficiale, risulta nato il 13 maggio 1951 (giorno corrispondente, nel calendario gregoriano, a quello della nascita di Buddha), quando invece è nato un normalissimo 7 luglio 1952. Aggiungici che l’unica immagine di Buddha che può circolare fra gli adepti è un mosaico composto da tante fotografie di Li, dal costo parecchio elevato. Aggiungici che in Cina è morta parecchia gente, convinta che poteva rifiutare le normali cure mediche, visto che tanto faceva meditazione con Falun Gong. 

I troll di Falun Gong.

Mettici anche che quelli di Falun Gong, quando il governo cinese gli ha detto di piantarla con ste menate, hanno iniziato ad invadere il web con un sacco di troll ed hacker invasati.

Tanto che esiste un sito in cui scrive qualcuno che da Falun Gong è uscito, facts.org.cn, che è costantemente sotto attacco.

“Rompere con Falun Gong è la stata la più grande benedizione della mia vita”

Su facts.org.cn c’è un sacco di roba: foto listino prezzi dei gadget in vendita agli adepti (inclusa la bibbia di Li), screen di chat con i “maestri”, immagini di gente scomoda…

“I trucchi segreti di Li Honghzi per accumulare ricchezza”

Lo scopri solo tramite una ricerca immagini sul guru, e ti tocca inoltre usare tutta una serie di VPN con server in Cina, per riuscire a leggerlo, perchè è un sito cinese.

Conclusioni.

Un giorno un tizio cinese, a cui della politica probabilmente fregava meno di zero, si mette in testa di fare soldi facili inventandosi una setta: anche a costo di far crepare la gente che crede si possa guarire da tutto se lui sussurra “om”. Idea non originalissima, è vero.

Però paradossalmente gli dice bene, perchè lo fa in un paese dove non vanno tanto per il sottile, se si tratta di punire: e quindi, quando le cose iniziano a farsi più serie, prende un aereo e scappa negli Stati Uniti. Da là si mette a fare la vittima della persecuzione contro le minoranze religiose da parte di un regime totalitario: insomma, con un colpo di genio la butta in politica e così si salva la faccia con gli adepti che continuano a mantenerlo. Anzi, fonda pure un giornale e, per aumentare il seguito, manda in giro la compagnia Shen Yun (i cui spettacoli sono tipo le gite con la vendita di pentole a fine rappresentazione).

Ed il fiuto (nonchè il portafoglio) di Bannon lo captano.

Da qui, a cascata, abbiamo europarlamentari leghiste che, nel 2019, ripresentano interrogazioni al Parlamento Europeo sull’espianto di organi in Cina ai danni “per la maggior parte dei membri del gruppo religioso (no, è una setta schifosa) Falun Gong ed altre minoranze religiose”; personaggi tipo Franzoni che urlano che i malati di Covid in realtà siano stati uccisi per (indovina un po’?) espiantargli gli organi; finte circolari del Ministero della Salute con cui si vieterebbero le autopsie sui malati di Covid proprio per insabbiare questa pratica aberrante. 

E tutto il circo di gente che parla di finto virus inventato, di bagni di gong per aumentare le difese immunitarie, di lesione della libertà da parte dei comunisti che vogliono piegare il popolo. Per tacere dei mille avvocati tutti esperti di “diritti umani” (ad esempio Luca Di Carlo), gli Illuminati del NWO e gli alieni.

E tutto questo grazie ad un cinese furbacchione che non aveva voglia di lavorare per due soldi. E che ha sguinzagliato, lui sì, troll ovunque. 

Su una cosa comunque hanno ragione, loro malgrado: dalla Cina non è che arrivi solo bella roba.

EDIT: il Falun Gong, all’epoca dell’espulsione, contava circa 60milioni di praticanti. Quando ho pubblicato questo articolo su Instagram, con un ashtag #falungong, è apparso immediatamente un profilo con immagine della setta a seguirmi.


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