Dicembre 4, 2022

Salvini non è fascista. È solo furbo.

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Chiariamo una cosa: Matteo Salvini non è un fascista. Matteo Salvini non è niente: solo un gran furbone che sta infinocchiando tutti. A destra e sinistra.
Ma andiamo con ordine…

È cosa nota che ha iniziato militando nei Giovani Comunisti Padani, frequentando il Leoncavallo e sbandierando la falce ed il martello.
E già lì qualche quesito sulla Lega avremmo dovuto porcelo: perché era veramente un equilibrismo mentale, conciliare il “comunismo” con tutto il discorso della Padania Libera, i napoletani che puzzano e la secessione. Però vabbè…

Ma la domanda ovvia per tutti è: come può, uno che ha una ideologia di riferimento così di sinistra, virare poi così a destra?!
Può. Semplicemente perché non ce l’ha, un’ideologia.
Perché l’unica cosa che lo anima è il suo narcisismo nonché conto in banca. E lo dimostra anche ora.
In questo senso è un genio eh, mica uno stupido: fiuta l’aria che tira come un cane da tartufo ed a questa si adatta. Cambiando bandiera come cambia le mutande.
Ed è stato capace di scegliersi la “squadra” giusta: quella che comprende benissimo quale sia il suo obiettivo e glielo fa raggiungere. E qui ricordo, come sempre, che i post sui vari social (su cui si basa tutta la sua propaganda) non li fa lui eh, ma uno stuolo di addetti alla comunicazione: lui si mette giusto in posa per le foto.

Ed adesso ragioniamo…
Se lo scopo è non un “ideale” ma il personale successo (tradotto: numero di voti), ha più senso un pensiero chiaro e netto oppure dire tutto ed il suo contrario? Ovviamente la seconda ipotesi.

E questi post ne sono la quintessenza.
C’è tutto qui: è il “ndo cojo cojo”, senza leit motiv, il brodo primordiale.

Con questo primo post confermo che è “lo straniero” che è selvaggio (il “Medioevo” che si rimprovera a Matteo) e contro i diritti delle donne: insomma io, Salvini (e con me il mio popolo) sono razzista per buone ragioni.
In più smentisco io sia contro le donne: le donne che sicuro ci tengono ai loro diritti, e saranno indignate per sta cosa. Ma quelle che ci tengono ai loro diritti sono di norma definite “femministe”. E le femministe sono di norma “comuniste” (cosa che il suo popolo non è, peccarità): e le comuniste, si sa, non sono razziste. Io, Matteo, ti dico che puoi essere femminista MA ANCHE razzista: non hai bisogno, donna, di votare a sinistra, per essere femminista. Vota me.

Con questo secondo, pubblicato lo stesso giorno…

“Ma non è neanche vero che ce l’ho con gli stranieri: perché pure un italiano che molesta una donna non mi va”. Se voti me non sei razzista. E continuo a puntare sulle donne (mi sa che i sondaggi lo danno in perdita fra le donne…).

Ma non è finita. Contemporaneamente il Ministro presenzierà (ma questo nelle sue pagine non lo dice) al congresso di Verona delle “Famiglie tradizionali”: quelle insomma pro life, anti aborto, antidivorzio ed anti LGBT.

Che dire… Una bella insalata no? C’è di tutto… La difesa delle donne e della loro autodeterminazione MA ANCHE l’appoggio agli antiabortisti, che gli stranieri sono selvaggi inferiori agli italiani MA ANCHE che gli italiani non sono superiori.
E veniamo ora all’ultimo post, questo…

Prego non far caso al fatto che sia stato il Parlamento Europeo ad approvare, e quindi non si capisce perché sia una vittoria della Lega, ma leggere fino in fondo: fino a quel “Volere è potere”.

Non sta lì a caso.
È da un pezzo, che glielo si dice, che è fascista. E questo “La Bestia”, il suo algoritmo che analizza tutte le parole e poi le risputa fuori, lo ha recepito benissimo.
Quella frase è un’esca (e neanche delle più furbe).
Perché al popolo salviniano dà molto fastidio, sentirsi dare del fascista: alla stragrande maggioranza di loro suona come un insulto (mentre invece è un dato di fatto ma vabbè). Quella frase sta lì messa apposta perché arrivi qualche “comunista” che abbocchi e dica che è uno slogan fascista. Con ciò suscitando lo sdegno del popolo leghista, che altrettanto boccalone ed offeso si compatterà ancora più di prima. Consolidando il voto ed il successo personale del Capitano.

E la frase crea inoltre il terrore fra le file degli antifascisti, che si spaventeranno, alzeranno il livello dei loro toni presi dal panico, dalla paura di vedere tutto il paese scivolare verso una dittatura già vista. A tutto vantaggio, di nuovo, della propaganda di un furbetto che non ha mai avuto voglia di lavorare e se la ride ogni sera. “Pensa te, avevo preso solo il 16%, sti coglioni!”.

Burattini, tutti burattini. Sia a destra che a sinistra.
Salvini non è un politico, tantomeno un fascista: è un’abile (non abilissima, visto che ci sono arrivata anch’io) operazione di marketing. Un buffoncello.
È il suo popolo, che lo è.

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