Luglio 5, 2022

Come Zuckerberg e gli altri campano sulla Bestia. E viceversa.

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Caro Mark (Zuckerberg),
ti scrivo. Così mi distraggo un po’.

Questi che ti allego sono solo alcuni dei commenti che mi è capitato di leggere sotto il post su FB di un noto personaggio, che pare sia Ministro dell’Interno in Italia.
Il fulcro del contendere, ti spiego, era una fantomatica lettera aperta di una donna di sinistra, incinta, che si rammaricava il padre del nascituro fosse un leghista e si chiedeva se, in generale, fosse il caso di mettersi a figliare con un uomo di simile mentalità. Queste le reazioni…

Personcine a modo, non trovi? Proprio da un punto di vista oggettivo dico: lascia perdere l’opinione politica…

Ora… Io non sto a discutere sulla veridicità o meno della lettera (può anche essere: si sa, l’ammmorre spesso è cieco e si figlia per mille motivi non sempre razionali).
E guarda, voglio essere magnanima oggi, non discuto neppure sul fatto che un Ministro della Repubblica si metta a postare questa cosa ben sapendo cosa scatenerà (in fondo è comunque il rappresentante di un partito, e quindi può succedere faccia propaganda, con i mezzi che gli vengono messi a disposizione: che colpa ne ha lui, diciamo così?).

Il punto oramai sei tu Mark, parliamoci chiaro. Tu e tutti quelli che si sono fatti la villa a Beverly Hills creando un social, da FB in giù.
Perché io, e con me altri, alcuni di questi commenti li ho segnalati: ma non è successa una beata minkia. Il tuo social, come mille altre volte, mi ha risposto che non andavano contro gli “Standard della community”. Community che, a leggere la teoria, rifiuta contenuti violenti, d’incitazione all’odio (verso un genere, un’etnia, una religione), bullismo e bla bla bla. E, non so tu, ma secondo me sti commenti li violavano gli Standard, alla grande proprio.

Insomma tutte belle parole, le tue e quelle del tuo notaio. Ma di fatto non è che puoi continuare a prenderci per i fondelli con gli Standard di facciata per poterti tenere i click e sbandierarne il numero agli inserzionisti a cui venderli poi a caro prezzo. E limitarti, per far rispettare le “regole”, ad un comodo algoritmo basato su numero di segnalazioni, presenza o meno di parole chiave e tag: che fra l’altro ti costa anche molto meno di una schiera di esseri umani stipendiati che si fanno il mazzo a leggere, così ti salta fuori pure la seconda piscina, nella villa di Beverly Hills.
Perché qui non è che siamo tutti idioti eh, Mark: il trucchetto lo abbiamo capito, lo sappiamo bene che non c’è nessun gomblotto e tu non stai né a destra né a sinistra, ma solo dalla parte degli azionisti.

Dai Mark, esiste un’etica, un’etica universale indiscutibile, a prescindere dallo schieramento di partito, sancita da mille trattati, e tu non ce l’hai: non ce l’hai al punto che fai pure finta di averla, te ne ammanti. E pigli proprio per il culo (oh, te lo riscrivo: per il culo) i tuoi “utenti”. Mi fai l’etico quando non lo sei. Il che è abbastanza rivoltante.
Ed io la scusante del “non c’è una legge che te lo imponga davvero” non te la concedo: come in realtà non la concedo a quel Ministro dell’Interno, ma a te di più.

Perché sto mostro, sta bestialità immonda sdoganata ed “autorizzata”, lo hai creato tu: una responsabilità ce l’hai, e non da poco. Lo sai vero?

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