Dicembre 4, 2022

Breve storia tragicomica di un post. È la politica social, baby.

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Oggi, 6 marzo 2019, è accaduto questo.

Ore 12 circa: appare sulla pagina FB di una sede della Lega Nord di Crotone (che già Lega NORD di CROTONE è un ossimoro che fa ridere), sezione Giovani (e questo fa meno ridere), il seguente volantino a molti arcinoto

Una serie di cazzate così stratosferiche, peraltro scritte in un italiano piuttosto opinabile, che verrebbe da pensare sia un fake. Invece no. È solo un capolavoro di arretratezza culturale in cui, infiocchettandolo maldestramente con una pelosa difesa della dignità della donna, si delinea il ritratto della femmina ideale del leghista: a casa a far figli. Solo con il marito regolarmente sposato. Che deve essere italiano. Senza andare in giro per il mondo da sola, sbandierando diritti, pari opportunità o facoltà di decidere chi amare, che fare del suo corpo e della sua vita in generale. Al massimo puttana in casa d’appuntamento: così aiuta lo Stato ed il popolo sovrano. Insomma senza rompere i coglioni ai maschi, che già c’hanno un sacco di problemi e cose più serie cui pensare. E a morte i gay.

Ore 12.30 circa: il post ha già fatto il giro di todo El web e ritorno. Sta su ogni bacheca, dal singolo Mario Rossi al gruppo “Noi, le amiche dell’uncinetto”.

Ore 12.40: la pagina della sede della Lega Nord di Crotone (niente, solo a scriverla, sta cosa, mi viene da ridere) è invasa dalle proteste. Tutti commenti dotti, circostanziati, argomentati: uomini, donne, del Nord e del Sud, giovani, vecchi e pure forse bambini. Non sono insulti, a cui sarebbe facile rispondere con altrettanti insulti: ed infatti tutto tace, dal fronte opposto. Non si sente una mosca volare.

Io mi sono immaginata a quel punto i ragazzi della sezione Giovani della Lega Nord di Crotone (ahahahah!), che a vederli in foto hanno tutti le facce pulite da bravi ragazzi pieni di speranza ed entusiasmo. Me li sono immaginati che stavano di fronte al PC e leggevano e non sapevano che fare: perché non c’era manco uno che intervenisse in loro difesa. Possibile che il popolo della Lega, in tutta Italia, non ne fosse a conoscenza e non accorresse in soccorso? Che fare? Cancellare i commenti? Ma erano centinaia, si moltiplicavano che non si riusciva a stargli dietro: e poi cancellando si sarebbe offerto ancora di più il fianco al nemico.

Poi mi sono immaginata Morisi che, dalla postazione del suo quartier generale di gran burattinaio, veniva informato della faccenda. Il febbrile ticchettare all’unisono sulla tastiera dei mille troll al soldo della causa, come in una scuola per dattilografe degli anni ’50. Me lo sono immaginato che, dopo aver bestemmiato (ma con spirito cristiano) contro “sti meridionali che non capiscono un cazzo!”, ed aver avuto l’idea illuminante salva capra e cavoli, urla ad uno dei suoi “chiama quei coglioni e digli di cancellare il post! Tutto io, devo fare, qui!”.

Ore 14.00 circa: il post sparisce.

Ore 14.20 circa: sui profili ufficiali di fb ed Instagram del Ministro appare questo post

Perché sappilo, donna che voti Lega: l’unica importanza che hai è quella data dal tuo voto. Sei un numero, e non ci si può permettere di perderti. Morisi si è allarmato molto più dei ragazzi di Crotone, a vedere che nessuna patriottica donna leghista interveniva: gli sono proprio scesi i rivoletti di sudore freddo dalle tempie. Ed è corso subito ai ripari. Ti si ritiene una povera pecora, una cretina da abbindolare con un post urlato pieno di parole che ti fanno piacere, ti fanno sentire “protetta” e rispettata, con cui oscurare dalla memoria social quelle parole cancellate.

Non ci si può permettere che tu, nel tuo leggere qua e là su Internet, capisca che l’idea che ha di te la Lega, quel che vuole fare di te il leghista, di concerto con Salvini e Pillon e la Meloni, è proprio esattamente quel che sta scritto in quel volantino dei ragazzi di Crotone.

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