Luglio 5, 2022

Anarchia portami via: l’Asilo di Torino ed il servizio reso al nuovo fascismo.

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Gli anarchici a me han sempre fatto tenerezza: la stessa, per intenderci, che mi fa mia nipote quando vuole portare il nostro cane a casa della nonna ed io le dico che non può perché la nonna non gradisce il cane in casa. Lei allora si arrabbia, punta i piedi e sbraita un po’: ed io le spiego che non può imporre la sua opinione alla nonna, la nonna ha il sacrosanto diritto di ammettere chi vuole, in casa sua. E, le faccio notare, pure il suo diritto è rispettato: perché mica la nonna (anche se vorrebbe), ci dice che non può tenere un cane in casa sua, no? Pensa che casino succederebbe, se ognuno di noi volesse fare come gli pare: minimo finirebbe a sassate, visto che non la pensiamo uguale.
Mia nipote, che ha 7 anni, a quel punto comprende e smette di sbraitare (anche se un po’ le urta di non potersi portare dietro il cane, lo ammetto).

Ecco, l’anarchico mi fa la stessa tenerezza: salvo che poi, a differenza di mia nipote, continua a sbraitare ed inizia a tirar sassate. E con ciò passa dalla parte del torto e mi fa girare le palle.

Parte bene eh, benissimo: lo Stato è proprietario di un numero infinito di edifici che lascia semplicemente inutilizzati a cadere in rovina. E questo è male. Quando li affida a qualcuno, questo qualcuno non è mai uno qualunque: è quasi sempre uno che ha saputo entrare nel giro giusto, vendersi con il sorriso giusto, ed ottiene quello spazio (spesso prestigioso), a costo praticamente zero (e qui le scappatoie burocratiche si sprecano), per poterci avviare la sua attività finto sociale su cui lucra serenamente ed abbondantemente. E questo è pure peggio.
Ed allora c’ha ragione, l’anarchico, ad occupare gli edifici per aprirli a tutti: se gli edifici sono dello Stato, e lo Stato siamo noi, prendiamoceli. Non aspettiamo siano regalati al solito “amico di” per il suo personale profitto. Non fa na piega.

Fino ad un certo punto, non fa una piega.
Perché se non ti sta bene che lo Stato dia l’edificio solo agli amichetti e non al popolo sovrano (e sono d’accordo), combatti per questo, metti in evidenza la faccenda anche con la tua occupazione… Ma poi paghi la bolletta della luce: perché se non la paghi tu la pago io. Che non sono solo il cittadino vessato dal sistema corrotto di merda, cittadino i cui sacrosanti diritti rivendichi: sono pure contemporaneamente lo Stato, forse ti sfugge. E non mi dai fuoco al cassonetto quando ti faccio notare che non la stai pagando.
Perché se no non sei coerente. Perché se hai voluto dimostrare, con l’occupazione, che la “roba” dello Stato è del popolo, allora pure il cassonetto è del popolo, pure l’autobus a cui hai spaccato i vetri lo è, sai? Li paga il popolo anche quelli: come la mettiamo? Oppure facciamo che qualcuno paga quello che altri spaccano?!

Insomma una posizione la devi comunque prendere, mio caro, anche se ti fa un po’ schifo (sapessi a me!): non è che puoi continuare ad essere semplicemente incazzato con il sistema che avrebbe dato quell’edificio “all’amico di” e restartene però comodo comodo nel limbo di “non sto con nessuno”. Non esiste, non stare da nessuna parte e rifiutare ogni regola imposta dall’alto: perché se ognuno di noi potesse fare il cazzo che gli pare sarebbe un casino.
Ci vogliono delle regole, per far stare insieme le persone: dobbiamo averle in tre, mia nipote, la nonna ed io, figurati 60 milioni di cristiani e non.
È per quello, che hanno inventato la democrazia: perché ognuno possa dire che genere di regole preferisce. Le regole preferite dalla maggioranza (che da qualche parte si è schierata) diventano quelle che tutti, poi, devono rispettare. È facile da capire, credo: ci arriva pure mia nipote che ha 7 anni.

Detto ciò… Sono doppiamente incazzata con te, ciccio bello.
Perché vedi, l’opinione che ho appena espresso è trasversale: sta sui coglioni a tutti, che tu spacchi la qualunque se non ti lasciano fare quello che vuoi.
A destra ovviamente, manco a dirlo. Ma pure a buona parte della sinistra: perché anche a sinistra lavoriamo e ci sveniamo di tasse con cui pagare quei cassonetti. C’erano mamme extracomunitarie con i passeggini che scappavano in mezzo alle bottiglie che lanciavi: che si saranno chieste se ci stavi con la testa. Se forse non era meglio qualcuno che riportasse un po’ di “ordine”.
E non è infatti un caso, se sono venuti a cacciarti via da dove stavi da 24 anni, te e non un altro di destra, te anarchico di sinistra ma non troppo, né con lo Stato né con Alpha Centauri: perché sapevano avresti reagito così.
Insomma gli hai reso un gran servizio, a Salvini & c. Ci sei cascato come un pollo. E noi qui a chiederci quanto ampia, in termini di voti, sia stata la figura di merda.

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